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Autostrade, Pd replica alle accuse dei grillini. Orlando: “Non abbiamo mai chiesto rinvii”

“Il Pd non ha mai chiesto rinvii su questo argomento. I tempi li decide il Governo e per noi di tempo ne è passato sin troppo”: con queste parole il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, replica al viceministro ai Trasporti, il pentastellato Giancarlo Cancelleri, che accusa gli alleati di governo di frenare sulla revoca come aveva fatto la Lega a suo tempo.
A cura di Annalisa Girardi
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Continua il botta e risposta tra Movimento Cinque Stelle e Partito democratico sulla questione Autostrade. Andrea Orlando, vicesegretario dem, replica alle accuse arrivate nei giorni scorsi dal viceministro ai Trasporti, il pentastellato Giancarlo Cancelleri, che aveva puntato il dito contro gli alleati di governo affermando che frenassero sulla revoca come all'epoca aveva fatto la Lega: "Il Pd non ha mai chiesto rinvii su questo argomento. I tempi li decide il Governo e per noi di tempo ne è passato sin troppo", scrive Orlando su Facebook.E aggiunge: "Un po’ di chiarezza su Aspi. Al Pd interessa che chi ha nuociuto non nuoccia più, che ci siano garanzie sulle tariffe, gli investimenti, i controlli. Se questo si realizza con la revoca o con un radicale assetto societario tocca al governo dirlo sulla base delle analisi tecniche che a questo punto dovrebbero essere più che sufficienti".

Intanto Cancelleri oggi ribadisce, intervenendo su Radio 1: "È chiaro che c’è una forte criticità tra i partiti di governo, questo è il tema dove forse siamo più distanti e sul quale dobbiamo trovare una quadra. O i Benetton devono andare fuori da Aspi oppure la revoca delle concessioni, una delle due soluzioni è imprescindibile". L'aut aut del Movimento sulla revoca ad Aspi oggi è arrivato anche dal viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni, che ha affermato: "Secondo noi i Benetton devono uscire dalla gestione delle nostre autostrade. Noi non abbiamo dubbi, se qualcuno poi ha altre idee noi siamo disponibili anche a lasciar perdere tutto e andare via, gli lasciamo il Paese".

Un avvertimento non solo indirizzato al Pd, ma anche a Italia Viva. Nello specifico a Matteo Renzi, il quale aveva affermato che fosse impossibile estromettere la famiglia Benetton dalla partita: "È il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti. Dopo due anni non si può continuare ad urlare revocheremo o cacceremo i Benetton. Perché è molto semplice, ma impossibile da farsi: basta col populismo degli annunci", aveva detto.

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