Il governo ieri ha deciso di destinare il vaccino anti Covid-19 Vaxzevria di AstraZeneca agli over 60. La circolare del ministero della Salute, secondo quanto riporta l'Agi, è stata già firmata nella notte dal direttore generale Gianni Rezza, e diramata a tutti gli organi competenti. Una scelta di questo tipo non potrà che portare a una rimodulazione del piano vaccinale, visto che il siero di Oxford fino ad ora è stato somministrato anche alla popolazione più giovane, e ad alcune categorie in particolare, come insegnanti e militari.

La decisione comunicata ieri sera dal presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, dal direttore dell'Aifa Nicola Magrini e dal direttore della prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, è arrivata dopo le rassicurazioni dell'Ema, l'agenzia del farmaco europea, la quale, pur ammettendo che "gli effetti rari di trombosi celebrale sono effetti collaterali del vaccino" ha ribadito che "i benefici superano i rischi". Nessun divieto quindi. Ora però i Paesi dell'Ue si stanno muovendo in ordine sparso. Anche la Gran Bretagna ieri l'Autorità dei medicinali ha sconsigliato l'utilizzo del vaccino su persone sotto i trent'anni. Il governo ha deciso comunque di seguire la strada intrapresa da Madrid, Parigi e Berlino, bloccando l'utilizzo di AstraZeneca per la popolazione più giovane (l'effetto collaterale si è manifestato quasi esclusivamente nelle persone sotto i 60 anni) ma garantendo comunque la somministrazione della seconda dose per 2 milioni e 300mila intaliani.

In questo modo si punta ad accelerare le somministrazioni ai soggetti più fragili, quelli che rischiano di più se entrano a contatto con il virus. Il tasso di letalità del covid scende visibilmente persone sotto i 60 anni: 6 per mille nella fascia 50-59 e 2 per mille in quella 40-49.

Ma una decisione di questo tipo rischia comunque di generare nuovi ritardi nella campagna di immunizzazione, sia perché adesso bisogna correggere in corsa il piano, sia perché raccomandare "l'uso preferenziale di Astrazeneca nei soggetti oltre i 60 anni di età", come ha specificato Locatelli, potrebbe far crescere la diffidenza dei cittadini nei confronti del siero della azienda anglosvedese.

Fin ad ora in Italia sono arrivate 4,09 milioni di dosi AstraZeneca e ne sono state somministrate 2,24 milioni, il 55%. Solo ad aprile si attendono altre 2,8 milioni di dosi di AstraZeneca. Ora il vaccino Vaxzevria verrà somministrato anche alla categoria 60-79 anni, una platea di circa 13 milioni di persone, delle quali oltre 2 milioni hanno già ricevuto la prima dose. L'esecutivo comunque è sicuro che le nuove indicazioni sul vaccino non faranno scendere il numero dei vaccinati previsti da aprile a maggio: si parla di quasi 30 milioni di italiani. Intanto nel secondo trimestre dovrebbero arrivare in Italia circa 50 milioni di dosi, di cui 10 solo di AstraZeneca, che servirebbero appunto a vaccinare gli over 60. Poi però, a partire dal terzo trimestre, sono attese più di 24 milioni di dosi del vaccino di Oxford, e le limitazioni stabilite lascerebbero pochi spazi di manovra.

Una prima soluzione che verrà messa in campo sarà sicuramente l'impiego degli altri vaccinati sui più giovani. Il siero Johnson & Johnson, di cui dovrebbero arrivare nel secondo trimestre 7,3 milioni di dosi (400mila ad aprile) potrebbe essere destinato proprio alla fascia di popolazione under 60. E poi c'è il vaccino Pfizer, oltre 23 milioni di dosi (6,3 milioni ad aprile), che potrebbe essere destinato anche ai soggetti più giovani, e non solamente ai più anziani (nella prima fase è stato utilizzato per immiunizzare il personale sanitario). E poi si potrà contare anche su 4,65 milioni di dosi di Moderna (400mila ad aprile). Nel terzo trimestre dell'anno, sempre secondo le previsioni, dovrebbe aumentare ancora la fornitura di vaccini: un totale di 78 milioni da luglio a settembre: AstraZeneca come dicevamo dovrebbe consegnare 24 milioni di dosi, Pfizer altre 23 milioni, Johnson&Johnson 15 milioni, Moderna 7 milioni.

Il governo Draghi pensa di riuscire a mantenere la barra dritta e di poter raggiungere il target di 500mila inoculazioni al giorno entro aprile. Le vaccinazioni fino ad ora, aggiornamento di ieri, su 14.136.480 dosi dei tre vaccini disponibili sono state in totale 11 milioni e 697mila, il totale dei vaccinati 3 milioni e 607 mila.