Assegno sociale 2027, possibili aumenti fino a 562 euro per la rivalutazione: le stime su importi e soglie

A cura di Giulia Renda
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Nel 2027 l’assegno sociale aumenterà per effetto della rivalutazione legata all’inflazione. Con un’ipotesi del 3%, l’importo passerebbe dagli attuali 546,24 euro a circa 562,63 euro al mese. Cambieranno anche i limiti di reddito e, in base all’adeguamento alla speranza di vita, l’età richiesta per accedere alla prestazione.

L’assegno sociale nel 2027 potrebbe cambiare, a partire da un piccolo aumento legato all’inflazione prevista per quest'anno, fino all’eventuale aumento dell’età richiesta, dovuto alla più lunga aspettativa di vita. La rivalutazione verrà calcolata in base all'inflazione del 2026: al momento si può ipotizzare una rivalutazione intorno al 3%, visti gli ultimi dati ISTAT disponibili e le proiezioni degli istituti più autorevoli.

Cos'è l'assegno sociale Inps: i requisiti e quanto vale oggi

L’assegno sociale, ex pensione sociale, è uno strumento di welfare destinato alle persone che si trovano in condizioni economiche difficili. Non è una vera e propria pensione e non dipende dai contributi versati durante la vita lavorativa, anzi, più che altro da quelli non versati: questo aiuto è pensato proprio per chi non è riuscito a mettere da parte una pensione sufficiente. L’età per poterlo ricevere, ad oggi, è di 67 anni. L'altro requisito è di tipo economico: i beneficiari devono avere un reddito al di sotto dei 7.101,12 euro annui.

L’assegno viene pagato per 13 mensilità e non è soggetto a IRPEF, quindi l’importo non viene tassato. Si tratta di una prestazione personale: non può essere trasferita ai familiari e non è reversibile in caso di decesso del beneficiario.

L’importo dell’assegno sociale dipende dalla situazione economica della persona che ne fa richiesta e, quando è coniugata, anche da quella del coniuge. Per esempio, una persona non coniugata e senza altri redditi può ricevere l’importo pieno, che nel 2026 è di 546,24 euro al mese per 13 mensilità. Se invece ha già un altro reddito, ma rimane sotto il limite previsto, l’assegno può essere ridotto. Se il reddito supera la soglia prevista, invece, il beneficio può non essere riconosciuto. Per chi è coniugato, si considera invece il reddito complessivo della coppia. Con un reddito coniugale sotto i 7.101,12 euro annui si può avere diritto all’importo pieno, mentre tra 7.101,12 e 14.202,24 euro l’assegno viene riconosciuto in misura ridotta.

Il diritto all’assegno è inoltre legato alla residenza effettiva in Italia. In caso di trasferimento stabile all’estero, infatti, la prestazione viene revocata. Anche i periodi di permanenza fuori dall’Italia possono incidere sul diritto a riceverla. Chi già riceve l’assegno sociale può rimanere all’estero per un periodo massimo di 29 giorni consecutivi. Superato questo limite, la prestazione può essere sospesa. Se l’assenza si protrae per oltre un anno, l’assegno viene invece revocato, salvo particolari eccezioni, come nel caso di gravi motivi sanitari.

Ci sono poi regole specifiche per gli stranieri, che possono accedere all'assegno sociale, ma rispettando alcuni requisiti. Per i cittadini dell’Unione europea è richiesta la regolare iscrizione anagrafica, mentre per i cittadini extra UE tra i requisiti rientra anche il possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. In entrambi i casi è inoltre necessario aver soggiornato legalmente e continuativamente in Italia per almeno 10 anni.

Assegno sociale 2027, le stime sui nuovi importi e i limiti di reddito

Per il 2027 ci sarà un aumento dell’assegno sociale legato alla rivalutazione per effetto dell’inflazione. Prendendo come riferimento un’inflazione ipotetica del 3%, l’importo mensile passerebbe dai 546,24 euro del 2026 a circa 562,63 euro, sempre per 13 mensilità. L’aumento sarebbe quindi di circa 16,39 euro al mese, con un importo annuo che passerebbe dai 7.101,12 euro del 2026 a circa 7.314 euro nel 2027.

Con l’aumento dell’importo si adegueranno anche i limiti di reddito necessari per poter accedere all’assegno sociale. Per chi non è coniugato, il reddito annuo da non superare sarebbe di circa 7.314 euro, mentre per chi è coniugato il limite complessivo dei redditi della coppia arriverebbe a circa 14.628 euro annui.

Questa, però, è ancora un’ipotesi basata su una rivalutazione del 3%. Per conoscere la cifra reale bisognerà aspettare novembre, quando il ministero dell'Economia farà sapere quale sarà effettivamente l’aumento dell’assegno sociale e quali saranno i nuovi parametri economici per il 2027.

Potrebbe cambiare l’età per ricevere l'assegno sociale

L’età per poterlo ricevere, ad oggi, è di 67 anni, ma questo parametro dovrebbe cambiare nel 2027 e aumentare di un mese, e nel 2028 di altri due mesi, a meno di un intervento del governo. Non sarebbero quindi più soltanto 67 anni, visto che l’aspettativa di vita continua ad allungarsi.

Il tema dell’aumento dell’età è però già al centro del dibattito in vista della Manovra 2027. La Lega ha chiesto di intervenire sugli aumenti previsti per i requisiti pensionistici legati alla speranza di vita. Si tratta però di un confronto che riguarda principalmente le pensioni e non c’è, al momento, una modifica specifica che abbia già bloccato l’aumento dell’età previsto per l’assegno sociale.

Come fare domanda per l’assegno sociale

Per ottenere l’assegno sociale, non basta aver compiuto 67 anni d'età e avere i requisiti. Bisogna presentare una domanda all’INPS. La richiesta può essere fatta direttamente online, attraverso il servizio dedicato sul sito dell’Istituto, accedendo con le proprie credenziali.

Chi non ha dimestichezza con le procedure online può invece rivolgersi a un patronato, che può occuparsi della presentazione della domanda. Una volta presentata la richiesta, l’INPS verifica i requisiti e comunica l’esito. Il termine previsto per la definizione del provvedimento è di 45 giorni.

Una volta accettata la domanda, l’INPS procede con la liquidazione dell’assegno e stabilisce la data dalla quale inizierà il pagamento. La regola generale prevede che l’assegno sociale decorra dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda. Quindi, per esempio, se la domanda viene presentata a marzo e viene accolta, la decorrenza dell’assegno è dal 1° aprile.

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