Arrivato il via libera del Consiglio di Stato, il decreto che rende obbligatorio l’utilizzo dei seggiolini anti-abbandono nelle auto per i più piccoli dovrebbe essere in dirittura d’arrivo. Come aveva spiegato negli scorsi giorni il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, una volta arrivato il parere il decreto deve essere solo pubblicato. E la promessa era quello di farli in tempi molto rapidi: “Immediatamente dopo il parere il testo verrà pubblicato e quindi sarà operativo. Non ci sono impedimenti in questo momento che ci facciano immaginare che nei prossimi giorni o settimane la norma non sarà operativa”, aveva detto prima della decisione del Consiglio di Stato.

La Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato ha deciso di dare il via libera al parere richiesto dal ministero, anche se con alcune osservazioni. Lo schema di decreto sottoposto al parere del Consiglio di Stato è formato da sette articoli e due allegati. Il Consiglio di Stato ha riconosciuto la correttezza dell’operato del governo, ma ritiene comunque “lacunosa” la parte relativa all’impatto economico della nuova norma. La Sezione consultiva rileva anche alcune lacune dal punto di vista del contenuto del decreto: si chiede di chiarire le caratteristiche essenziali di alcuni aspetti della norma, in particolare in riferimento ai dispositivi anti-abbandono definiti indipendenti e che devono rispondere ad alcune specifiche caratteristiche.

Ci sono due aspetti su cui il Consiglio di Stato richiama l’attenzione del governo. Da una parte si sottolinea l’incongruenza per cui l’obbligo viene assicurato nel Codice della strada per i bambini con statura inferiore a 1,50 metri, mentre nello stesso articolo si parla di obbligo per i bambini di età inferiore ai 4 anni. Per questo si chiede di eliminare questa incongruenza.  Dall’altra parte viene invitato il governo a rimodulare il termine del primo luglio 2019: entro quella data, già passata, si prevedeva che chi non avesse i dispositivi potesse essere sanzionato. Ma a quella data, chiaramente, la legge non era ancora entrata in vigore e si deve quindi aggiornare quel termine.