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Arresto in flagranza e carcere per gli eco-attivisti che bloccano il traffico: la proposta della Lega

Una nuova proposta di legga della Lega concretizza le richieste fatte da Matteo Salvini nelle scorse settimane: misure più stringenti per gli attivisti climatici, dal Daspo urbano all’arresto in flagranza di reato se si blocca il traffico.
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A cura di Luca Pons
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La Lega ha presentato una proposta di legge che prevede l'arresto in flagranza di reato e il carcere per chi blocca il traffico, oltre alla possibilità di Daspo urbano. L'inasprimento delle misure per casi simili, che andrebbe a colpire chiunque protesta pacificamente bloccando la circolazione delle auto, ha l'obiettivo soprattutto di punire le iniziative di attivisti climatici come quelli di Ultima generazione. Più volte negli ultimi anni, e anche nelle scorse settimane, i giovani di Ug hanno lanciato manifestazioni di protesta sedendosi sulla carreggiata di una strada e bloccando il traffico, per attirare l'attenzione sulla lotta al cambiamento climatico e sulle misure politiche che sarebbero necessarie per metterla in atto.

La Lega ha sempre duramente contestato queste iniziative: a metà ottobre Matteo Salvini ha detto che gesti simili da parte di "eco-imbecilli" andrebbero puniti con "multa pesante, carcere e arresto in flagranza". Ora la proposta è arrivata in Parlamento.

Arresto in flagranza, carcere e Daspo: le nuove misure che la Lega propone

L'iniziativa si collega al reato di blocco stradale, re-introdotto proprio da Salvini nel 2018 con il decreto Sicurezza (dal 1999 era stato depenalizzato). Invece di una multa (da mille a 4mila euro) scatterebbe il carcere da sei mesi a tre anni. In più, si estenderebbe il Daspo urbano anche a chi blocca il traffico. Infine, si modificherebbe l'articolo 380 del Codice penale per inserire il blocco stradale tra i reati che richiedono l'arresto in flagranza.

L'arresto in flagranza in Italia è previsto dal codice penale (articolo 380) per reati particolarmente gravi (quelli che hanno pene superiori ai 20 anni di carcere) oppure per casi come devastazione e saccheggio, furto e rapina, violenza sessuale, traffico di armi o di droghe, terrorismo. Prevede che la persona venga fermata dalle forze di polizia e trattenuta per alcuni giorni: entro 48 ore dall'arresto deve attivarsi un giudice, che può convalidarlo oppure no. In molti casi, dopo l'arresto seguono misure cautelari come gli arresti domiciliari o la custodia in carcere.

Ostellari (Lega): "No fanatismo, l'ambiente si difende con buonsenso"

Secondo il carroccio, sarebbe giusto applicare queste misure anche a chi protesta bloccando il traffico: "Abbiamo già assistito a tristi scene di sedicenti gruppi attivisti ambientalisti ed ecologisti che impediscono, spesso con il proprio corpo, la mobilità, soprattutto nelle ore di punta, provocando un grande disagio fra gli automobilisti", ha commentato il primo firmatario della legge, il deputato Gianangelo Bof, che ha definito il testo una "soluzione di buon senso a tutela di chi la mattina si alza per andare a lavoro".

Anche il sottosegretario alla Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, si è detto soddisfatto della proposta che contrasta "i fanatici green". Questa "estende la fattispecie di illecito penale anche a chi ostacola i trasporti senza l'uso di strumenti, ma semplicemente con il proprio corpo. Esattamente come fanno alcuni prepotenti, che credono di cambiare il mondo, impedendo alle persone di raggiungere scuole, luoghi di lavori e ospedali. L'ambiente e la salute si difendono con buonsenso e responsabilità, non bloccando il Paese".

La risposta di Ultima generazione: "Ennesima repressione, Salvini pensi alla crisi del clima"

"La proposta della Lega è paradossale. Una repressione, l'ennesima, messa in moto contro di noi. Invitiamo Salvini a occuparsi di emergenze più serie, come quella climatica", ha replicato all'agenzia AdnKronos Laura Paracini, attivista di Ultima generazione. "I nostri politici scelgono di reprimere in modo così duro alcuni atti, quando invece c'è un silenzio assordante su altre crisi. È chiaro che certe problematiche vengano ignorate per motivi specifici. Si prendono come capri espiatori dei ragazzi che stanno esercitando il loro diritto alla protesta. Non possiamo che condannare questa classe politica e quella che l'ha preceduta, perché non hanno fatto nulla per rispondere al collasso climatico", ha concluso Paracini.

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