Lo sciopero della fame di insegnanti, politici e cittadini è servito a riaccendere i riflettori sullo Ius soli / ius culturae, uno dei provvedimento più discussi e dibattuti tra l'opinione pubblica. Sulla questione è tornato anche il ministro dell'Interno Marco Minniti, oggetto negli ultimi mesi di aspre critiche "da sinistra" per la sua gestione dell'emergenza immigrazione, basata sul dialogo con la Libia e su accordi per la verità non ancora chiarissimi con il governo di Serraj.

Minniti, rispondendo alle domande poste in un forum oragnizzato dal quotidiano Avvenire, ha ribadito di essere favorevole al disegno di legge per dare la cittadinanza ai minori stranieri: "Lo dico con nettezza: credo che si debba fare di tutto per approvarla, anche così com'è, in questa legislatura". Il punto, ha aggiunto, è che con buona probabilità non ci sarebbero i tempi tecnici per apportare modifiche al provvedimento, che, in ogni caso, resta molto delicato: "Una questione di principio così rilevante, su cui io mi sento personalmente impegnato, interpella il Parlamento e la coscienza di ogni singolo parlamentare. La Costituzione, proprio per lasciare libertà su temi alti come questo, non prevede il vincolo di mandato. E io ritengo che su questo disegno di legge ognuno, come gruppo politico e individualmente, debba assumersi le proprie responsabilità".

Per Minniti si tratta di una legge che dà risposte sul piano dell'integrazione, questione centrale per le future generazioni. Poco dopo, intervenendo alla Scuola per la democrazia di Aosta, ha aggiunto: "Dobbiamo capire che i temi dell'emergenza e dell'immigrazione devono essere separati, metterli insieme è l'errore più catastrofico che si possa fare. Sul tema c'è bisogno di una visione complessiva, anche perché è su questo si gioca la partita tra populismo e riformismo". Nel constatare come negli ultimi mesi sia diminuito del 35% il numero di persone che arriva dal Niger alla Libia, Minniti ha chiosato: "I flussi non sono risolvibili con un approccio di carattere tecnico che porta a dire ‘abbiamo chiuso': se qualcuno avesse dubbi su questa mia affermazione basta sollevare gli occhi dal nostro paese e guardare quello che succede nel mondo, il punto non è aprire o chiudere ma governare. Bisogna diffidare da chi dice ‘arrivo io e fermo i flussi'".