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Addio agli scontrini dei Pos, non sarà più obbligatorio conservarli: cosa cambia con il nuovo decreto Pnrr

Stop all’obbligo di conservare per dieci anni gli scontrini emessi dai Pos. È una delle novità del decreto Pnrr varato ieri dal Cdm. Cittadini e imprese non dovranno più custodire le ricevute cartacee, basterà archiviare i documenti inviati dalle banche in formato digitale. Ecco cosa cambia.
A cura di Giulia Casula
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Con un emendamento al decreto semplificazioni fiscali approvato in Commissione, l'Esecutivo dice no alla black list commercianti diversamente da quanto aveva previsto nel decreto legge approvato in CdM.

Lo stop all'obbligo, per cittadini e imprese, di conservare gli scontrini emessi dai Pos è tra le novità contenute nel decreto Pnrr varato ieri dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento prevede una serie di altre misure che dovrebbero servire a semplificare la vita dei cittadini e ridurre gli ostacoli burocratici. Tra queste,la carta d'identità valida a vita per chi ha più di settant'anni e la tessera elettorale in formato digitale. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per imprese e negozi che utilizzano i pos e per i cittadini che ricorrono ai pagamenti elettronici.

Cosa dice il decreto Pnrr: stop all'obbligo di conservare le ricevute dei Pos

Gli scontrini dei Pos si potranno finalmente buttare nel cestino. Il decreto Pnrr varato dal governo infatti, elimina l'obbligo di conservare le ricevute cartacee generate dai terminali abilitati ad accettare pagamenti con carta di credito, debito e prepagata. Fino a questo momento infatti, cittadini e imprese erano tenuti a custodire per dieci anni gli scontrini emessi dai Pos in quanto considerati scritture contabili.

Nel dettaglio, nella bozza del provvedimento viene spiegato che "l'obbligo di conservazione per dieci anni delle ricevute cartacee, emesse dai terminali Pos, al momento del pagamento con moneta elettronica è un onere non sempre di agevole assolvimento per le imprese e per i cittadini a cui potrebbe essere richiesta, in tal modo, la prova di pagamenti".

Da qui, la decisione di eliminare l'imposizione. Per assicurare la conservazione delle scritture contabili non servirà più il cartaceo: basterà archiviare i documenti inviati dalle banche in formato digitale. Nella relazione illustrativa del decreto infatti, viene spiegato che "le ricevute emesse dai Pos, infatti, rappresentano una mera prova di avvenuto pagamento e non costituiscono un documento contabile, necessario alla redazione del bilancio o alla dichiarazione fiscale". Di conseguenza, non sarà più necessario conservarle.

Dopo il via libera del Cdm, il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha affermato: "Abbiamo semplificato oltre 400 procedure intervenendo in settori strategici per cittadini e imprese. In questo modo il Dipartimento della funzione pubblica è in linea con gli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza", ha aggiunto.

Poiché si tratta di un decreto legge, lo ricordiamo, le norme entrano in vigore immediatamente. Tuttavia, il provvedimento andrà convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni. Altrimenti, decade.

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