4 Febbraio 2021
11:35

A che punto siamo con il Recovery Plan e perché la crisi potrebbe allungare i tempi

Accettando con riserva l’incarico di formare un nuovo governo, Mario Draghi ha già abbozzato quelle che dovranno essere le priorità di questo esecutivo. O meglio, le opportunità che l’Italia ha in questo momento grazie alle risorse europee. Ma a che punto siamo con il Recovery Plan? Una prima bozza era stata approvata dal Cdm (su cui le ex ministre di Italia Viva si erano astenute) ma per Matteo Renzi ora è tutto da riscrivere.
A cura di Annalisa Girardi

Per Matteo Renzi il Recovery Plan è tutto da riscrivere. "Va riscritto integralmente, una buona squadra lo riscrive in tre giorni. Sono felice di vedere una personalità come Draghi pronta a guidare il Paese", commenta in un'intervista con Repubblica. Si torna quindi a parlare di una delle ragioni che hanno portato alla crisi di governo. Nell'ultimo consiglio dei ministri a cui hanno partecipato Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, infatti, Italia Viva non ha approvato il Recovery Plan messo in piedi dal Conte bis, decidendo di astenersi. Il Cdm aveva dato il via libera a una prima bozza, che avrebbe quindi dovuto essere presentata in Parlamento. Ma ora le cose sono cambiate e, ribadendo che appoggerà un governo guidato da Mario Draghi, Renzi ha detto di voler riscrivere da capo il Piano di ripresa e resilienza.

Un'operazione che allungherebbe sicuramente i tempi. Gli Stati membri hanno tempo fino al 30 aprile 2021 per presentare i propri piani nazionali alla Commissione europea. "Mi aspetto che ogni Stato membro ratifichi in tempo il Recovery Plan, perché è nel loro stesso interesse farlo così da permettere alla Commissione di andare sui mercati a raccogliere i finanziamenti", ha commentato Ursula von der Leyen parlando della crisi di governo italiana e di come questa potrebbe far tardare il Piano di rilancio.

Le prime bozze, secondo le linee guida dell'Unione europea, dovevano essere consegnate a Bruxelles ancora lo scorso 15 ottobre 2020. E, tecnicamente, gli Stati membri avrebbero potuto iniziare presentare le versioni definitive già dal 1° gennaio 2021, quando è entrata in vigore la Recovery and Resilience Facilty, l'infrastruttura a sostegno dell'intero impianto del Recovery Fund. Ricordiamo, inoltre, che i piani nazionali devono contenere progetti e investimenti da implementare da qui al 2026 e che la Commissione è in perenne contatto e confronto con i governi degli Stati membri per la stesura dei Recovery Plan.

Fonte: Commissione europea
Fonte: Commissione europea

La messa a punto del Piano di rilancio è stata centrale anche nel discorso con cui Mario Draghi ha accettato, con riserva, l'incarico conferitogli dal presidente della Repubblica: "Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell'Ue, abbiamo l'opportunità di fare molto per il nostro Paese, con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni e al rafforzamento della coesione sociale", ha detto, fornendo già un primo indizio su quali sarebbero per lui le priorità da affrontare attraverso le risorse messe in campo dall'Unione europea per affrontare la crisi.

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