“Sto qua a dipingere, e vorrei cambiar professione”: in questo modo Luigi Pirandello definiva il suo rapporto con la pittura. Un rapporto che andava oltre la semplice passione, capace di scavare a fondo nell'animo umano tanto quanto la sua scrittura: a lungo trascurato, questo aspetto della vita di Pirandello è ora oggetto di una mostra nella sua città natale, in occasione dei 150 anni dalla nascita del padre dell’Umorismo.

La mostra “Luigi Pirandello e la cultura artistica fra Ottocento e Novecento” resterà aperta al pubblico fino al 21 gennaio, presso le sale del Museo Archeologico “Pietro Griffo” di Agrigento, raccogliendo numerosi capolavori provenienti sia da istituzioni museali che da collezioni private. Sono esposte oltre trenta opere tra dipinti e sculture di alcuni fra i massimi esponenti dell’arte a cavallo fra Ottocento e Novecento come Francesco Lojacono, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Camillo Innocenti e Vincenzo Gemito, tutti in qualche modo legati alla famiglia Pirandello.

Lo stesso drammaturgo siciliano si cimentò spesso con i pennelli: amava dipingere soprattutto i paesaggi marittimi, e i suoi soggetti preferiti erano le vecchie barche e i pescatori. Pirandello realizzò anche numerosi ritratti della sua famiglia e alcuni autoritratti, rilevanti soprattutto per la resa psicologica dei soggetti rappresentati e paragonabili, per intensità, ad alcune delle sue opere teatrali migliori.

Pirandello e le avanguardie, attraverso gli occhi di Fausto

Intimo amico di Giorgio de Chirico e Filippo de Pisis, lo scrittore fu molto apprezzato anche come critico d’arte: profondamente legato al realismo ottocentesco, di lui il figlio Fausto disse che “non capì mai il cubismo, né la metafisica, né le avanguardie”. E proprio a questo rapporto apparentemente conflittuale con le avanguardie è dedicata una particolare sezione della mostra, che approfondisce il rapporto di Luigi Pirandello con la produzione espressionista di suo figlio Fausto, importante esponente della cosiddetta “Scuola Romana”.

La mostra “Luigi Pirandello e la cultura artistica fra Ottocento e Novecento” racconta anche questa storia: quelli che per Pirandello padre furono soltanto “sgorbi modernisti” furono invece per Fausto l’occasione per affermarsi nel panorama europeo. Soprattutto a Parigi Fausto avrà modo di approfondire la conoscenza dei cubisti, prima di dedicarsi ad alcune importanti esposizioni sia in Italia che negli Stati Uniti.