Omicidio di Cogne, Anna Maria Franzoni al lavoro fuori dal carcere

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A cura di Redazione
La denuncia di Carlo Taormina a Radio 24: “Annamaria Franzoni mi deve ancora 800mila euro, se non mi paga mi prendo la villa di Cogne”. Poi è pronto a rivenderla, perché “è una bella casa ma è maledetta”.
La donna, riconosciuta assassina del figlio di tre anni, Samuele Lorenzi, e per questo condannata a 16 anni di carcere, lascia il penitenziario di Bologna per lavorare all’esterno, in una cooperativa e ritornare la sera nell’istituto di pena.

Anna Maria Franzoni, la mamma condannata a 16 anni di reclusione per avere ucciso suo figlio di tre anni, Samuele Lorenzi, il 30 gennaio 2002, in una villetta di Montroz a Cogne (Aosta), è stata ammessa al lavoro esterno dal carcere di Bologna. La Franzoni in base al dispositivo (disciplinato dall'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario) da lunedì scorso esce la mattina per recarsi in una cooperativa del Bolognese per poi rientrare la sera nella struttura della Dozza. Si tratta della coop sociale ‘Siamo qua', che da diversi anni ha avviato il progetto ‘Gomito a gomito', il laboratorio di sartoria aperto nella sezione femminile del carcere della Dozza di Bologna. Si producono accessori di abbigliamento, che vengono poi venduti anche in banchetti in città.
Nel 2012 alla donna erano stati negati permessi per uscire dal carcere. Il delitto di Cogne è stato per molti anni al centro delle cronache dei giornali e delle trasmissioni televisive a causa delle lunghe indagini e della lunga conflittualità tra accusa e difesa. In molti casi Anna Maria Franzoni si è difesa pubblicamente sostenendo di non aver ucciso il piccolo Samuele. Nel 27 aprile 2007 la Corte d'Assise d'appello la condannò a 16 anni di reclusione, con una riduzione della pena, rispetto alla sentenza di primo grado, per attenuanti generiche. E il 21 maggio 2008 la Cassazione confermò la sentenza d'appello: quel giorno stesso la donna fu ammanettata dai carabinieri a Ripoli Santa Cristina e condotta in carcere.

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