Ancora polemiche negli Stati Uniti dopo l'ennesimo episodio di violazione della sicurezza della Casa Bianca. A beffare gli addetti alla sede presidenziale statunitense questa volta è stato un drone che è riuscito ad atterrare senza conseguenze nel giardino della Casa Bianca. Fortunatamente il velivolo senza pilota non era guidato da persone con intenti minacciosi e il tutto si è risolto senza particolari conseguenze, ma l'episodio ha finito per rilanciare nuovamente le critiche contro l'apparato si sicurezza di Barack Obama. In effetti di episodi analoghi se ne sono già visti diversi come quello del settembre scorso quando un uomo riuscì a entrare e a intrufolarsi e fu bloccato da un guardiano fuori servizio o quello in cui un altro era riuscito a entrare nel giardino.

Il drone non costituiva un minaccia

Secondo quanto scrivono i media Usa, anche nel caso del drone quando gli agenti hanno fatto scattare l’allarme il velivolo era ormai già atterrato nella zona dove Michelle Obama di solito coltiva l'orto. Ad ogni modo, dopo il ritrovamento, attorno alla residenza del presidente americano è stato stabilito un perimetro di sicurezza per accertare eventuali minacce. Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, dal suo canto si è affrettato a specificare che il dispositivo non "costituiva alcun tipo di minaccia" e che comunque al momento del ritrovamento Barack Obama non si trovava alla Casa Bianca, essendo in visita insieme alla first lady in India.