Nozze gay in Francia: i sindaci non possono rifiutarsi di celebrarle
In Francia, dove nel maggio scorso sono state celebrate le prime nozze gay in seguito all’approvazione della legge, una sentenza del Consiglio costituzionale ha stabilito che i sindaci non possono rifiutarsi di unire coppie omosessuali in matrimonio. La decisione del Consiglio costituzionale francese è stata resa nota oggi in seguito all’appello di protesta di alcuni primi cittadini del Paese in merito alle legge del 18 maggio. I sindaci francesi avevano chiesto di abolire la legge in quanto anticostituzionale oppure di includere una clausola per avere la possibilità di rifiutarsi di celebrare nozze gay in nome della “libertà di coscienza”.
No all’“obiezione di coscienza” – Ma il Consiglio costituzionale ha detto di no escludendo la “clausola di coscienza” per quanti si oppongono ai matrimoni gay. I giudici hanno ravvisato una “conformità alla Costituzione” delle disposizioni contestate e in particolare, non prevedendo alcuna clausola di coscienza al momento del voto della norma, “il legislatore ha inteso assicurare l’applicazione della legge da parte dei suoi agenti e garantire così il buon funzionamento e la neutralità del servizio pubblico dello stato civile”.