Tre persone sono state fermate su ordine della Procura di Torino in seguito alla morte del piccolo Henry, il neonato di origine ghanese deceduto nei giorni scorsi dopo essere stato circonciso. Gli inquirenti procedono per omicidio preteintenzionale. Le tre persone fermate, da quanto si apprende, sono tutte di origine africane ed estranee alla cerchia familiare della vittima. Uno dei fermati avrebbe eseguito materialmente l’intervento mentre gli altri due sarebbero intermediari a cui la famiglia del piccolo si era rivolta per circoncidere il bambino. I genitori del bimbo erano già stati denunciati con l'accusa di omicidio colposo. La mamma, una 35enne che da 5 anni vive in Italia con lo status di rifugiata, ha rivelato agli investigatori di avere somministrato al figlio una supposta di paracetamolo da 250 mg, il cui uso è consigliato solo dopo i 12 chilogrammi di peso. Anche il padre, ghanese di 33 anni, vive in Italia con lo status di rifugiato.

L'autopsia ha accertato che la causa del decesso è da attribuire a una setticemia – L'autopsia fatta sul bambino ha rivelato che la morte è stata causata da setticemia, conseguente all'intervento di circoncisione. Sembrerebbero escluse, invece, cause legate alla supposta di paracetamolo. Il piccolo Henry era morto ventiquattro ore dopo l'intervento casalingo, dopo aver avuto una febbre molto alta. I genitori avevano chiamato l'ambulanza, ma il neonato era spirato all'ospedale Maria Vittoria. Il bimbo era stato sottoposto a una circoncisione rituale in un alloggio all’interno di uno stabile occupato da un centinaio di immigrati di origine africana.