Al giorno d’oggi la possibilità di praticare sport, sia per semplice passione che per professione, sembra essere assicurata e potenzialmente accessibile a tutti. C’è stato un tempo in cui, però, tale privilegio era riservato solo ed esclusivamente agli uomini: lo dimostra la storia dei moderni Giochi Olimpici, nati a fine Ottocento ma riservati esclusivamente al sesso maschile almeno fino agli anni Trenta del secolo successivo. Ci sono state donne che non si sono lasciate scoraggiare dai tabù imposti dalla società dell’epoca e hanno riscritto la storia dello sport: una storia che inizia nel 1908, esattamente un secolo fa.

Niente donne alle Olimpiadi!

Il mondo dello sport costituisce ancora oggi, nella sua complessità, un microcosmo di regole, relazioni e interazioni che rispecchiano in qualche modo le dinamiche della nostra società: una società che molto spesso esclude. E parlando di sport ed esclusione la storia è molto più antica di quello che pensiamo: nell'antica Atene ad esempio l’attività sportiva era riservata soltanto ai maschi aristocratici e fisicamente impeccabili. L’idea secondo cui alla mente "sana" dovesse accompagnarsi un corpo altrettanto prestante e perfetto ha accompagnato l’essere umano fino all'epoca moderna, e tale connubio era concepibile soltanto quando ci si riferiva alla sfera mascolina: le donne avevano altri compiti da assolvere quali mogli e madri e lo sport, inteso anche come sforzo mentale oltre che fisico, rischiava di distoglierle dalle loro faccende quotidiane.

La pensava così il barone De Coubertin, universalmente riconosciuto come il fondatore dei moderni Giochi Olimpici: per questo motivo nel 1896, quando ad Atene si tiene la prima edizione della manifestazione, le donne non vengono nemmeno prese in considerazione proprio come ai tempi degli antichi greci, ritenendo una loro eventuale esibizione sportiva "poco pratica, priva di interesse, antiestetica e scorretta". Non la pensava così Alice Milliat, fondatrice, circa un venti dopo, della Federazione sportiva femminile internazionale: l’epoca moderna faticherà per accettare le donne nelle competizioni olimpiche e, anche se è a partire dagli anni Venti che la situazione inizia a cambiare radicalmente, già a partire dal 1908 le donne iniziano a fare la differenza anche nello sport.

1908, la IV olimpiade: la prima delle donne

La prima "nazionale" francese di ginnastica alle Olimpiadi di Amsterdam del 1924.
in foto: La prima "nazionale" francese di ginnastica alle Olimpiadi di Amsterdam del 1924.

È la data del 1908 che segna infatti un vero e proprio spartiacque fra l’esclusione delle donne dal mondo dello sport ufficiale e l’ingresso di queste negli albi delle atlete professioniste: durante la IV Olimpiade dell’epoca moderna, a Londra, sono 36 le donne che partecipano alle gare. Un numero esiguo considerato il totale di tutti i partecipanti ai giochi di circa 2 mila atleti, ma estremamente significativo per la forte presa di posizione dell’universo femminile nei confronti dell’esclusione dalle competizioni sportive internazionali.

Le atlete, provenienti da Gran Bretagna, Germania e Svezia (l’Italia dovrà attendere il 1936, quando Ondina Valli vincerà la medaglia d’oro negli 80 metri a ostacoli) gareggiano in modo non ufficiale nelle discipline di tiro con l’arco, pattinaggio, vela e tennis. L’olimpiade del 1908 passerà alla storia per un importante primato: Sybil Fenton conquista la medaglia d’oro nel tiro con l’arco a 53 anni, rimanendo ancora oggi “la più vecchia”, ma decisamente ammirevole, medaglia d’oro olimpica.

Alice Coachman, prima donna afroamericana a vincere una medaglia d'oro al salto in alto.
in foto: Alice Coachman, prima donna afroamericana a vincere una medaglia d’oro al salto in alto.

Sono tantissime le donne che hanno contribuito alla lunga marcia verso l’affermazione del diritto allo sport femminile: la prima in assoluto a gareggiare in una gara internazionale fu Madge Sayers, campionessa di pattinaggio fin dal lontano 1902. Il nome di Betty Robinson invece resta legato alla prima gara di atletica, nel 1928: la statunitense ha appena sedici anni quando vince l’oro olimpico. Non solo donna ma anche afroamericana fu Alice Coachman: la prima in assoluto a partecipare ai giochi olimpici di Londra e record mondiale al salto in alto.

Un primato tutto femminile che verrà replicato anni dopo da Fanni Durack, sebbene in una disciplina diversa e per diverse ragioni: l’atleta australiana vincerà, nel 1912, la medaglia d’oro nel nuoto per i 100 metri stile libero eguagliando il record realizzato nel 1896 ad Atene da un atleta maschile, dimostrando che le donne, anche in fatto di sport, nulla hanno da invidiare agli uomini.