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Salvini e Vannacci esultano, per Tajani è una pessima notizia, Meloni tentenna: la destra italiana e l’AfD

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Quella di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt è stata una vittoria storica, che ha lasciato “scioccato” il governo nazionale di Berlino. Parola del cancelliere, Friedrich Merz. In Italia, invece, il governo ha reagito in maniera alquanto scomposta alla notizia, tra chi ha festeggiato e chi si è messo le mani nei capelli. Potrebbe sembrare strano, ma del resto i tre principali partiti di governo – Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – fanno riferimento a tre diversi gruppi politici in Europa, ognuno con le proprie sfumature politiche e un diverso grado di sovranismo e radicalità. Nessuno dei partiti della destra di governo, in realtà, fa parte della stessa famiglia politica di AfD, ma questo non ha impedito comunque a Matteo Salvini di esultare alla notizia del 44,6% ottenuto dal partito di Alice Weidel. Il leader della Lega ha fatto i complimenti personalmente a lei e a tutto il partito, per poi scrivere sui social: “Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici. Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama DEMOCRAZIA. Un’altra Europa è possibile”.

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Le reazioni nel governo Meloni alla vittoria dell'AfD

Una reazione profondamente diversa da quella che ha avuto l’altro vicepremier, Antonio Tajani, segretario di Forza Italia. Che ha definito il risultato del voto una “pessima notizia”, sperando che si tratti di tratti di una “eccezione locale”. In un’intervista al Messaggero Tajani ha sottolineato che AfD ha trovato terreno fertile nella Germania dell’Est, cioè nella parte più povera del Paese, quella più ricettiva all’estremismo. Al di là di queste precisazioni, Tajani ha detto che l’Europa debba comunque reagire:

“L'Europa deve cambiare: basta fondamentalismi, basta green deal, meno burocrazia, sì al mercato unico. In generale scelte meno ideologiche, meno distanti dai cittadini. L’esito del voto in Sassonia-Anhalt è l'affermazione di una forza politica che è antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia ed è una pessima notizia che speriamo sia un'eccezione locale. Il risultato è senz'altro doloroso. Il voto della Sassonia deve spronare le forze popolari e liberali a fare molto di più. Ora la svolta nelle politiche comunitarie è decisiva: basta con l'Ue che non decide, basta con l'Ue moltiplicatore di norme inutili, basta con le forzature per una transizione ecologica sotto la spinta delle ideologie. Siamo convinti che alla fine prevarranno i valori di libertà, centralità della persona, solidarietà e sussidiarietà sui quali si è sviluppata la rinascita europea dopo gli orrori del nazismo, e che hanno eretto un baluardo verso la barbarie comunista”.

Le differenze e i gruppi in Europa

Una posizione completamente opposta a quella espressa da Salvini. Che, tra l’altro, ha commentato le parole del suo alleato. Ha detto che in Sassonia, in democrazia, i tedeschi hanno votato e hanno chiesto il cambiamento. Tajani dice che questa vittoria è un problema? Salvini risponde che le elezioni non sono mai un problema. E ha ribadito che le battaglie sulla difesa dei confini, sul green deal e sulla sicurezza sono le stesse che porta avanti la Lega.

Qualche differenza tra la Lega e AfD però c’è, almeno dal punto di vista degli schieramenti in Europa. Dopo le elezioni europee del 2024 Alternative für Deutschland aveva ricevuto la porta in faccia dal gruppo Identità e Democrazia (quello che poi è diventato Patrioti per l’Europa) e aveva quindi deciso di costruirsi una propria casa al Parlamento europeo. E così era nato un nuovo gruppo: Europa delle Nazioni Sovrane. Nessuno dei partiti della destra di governo italiana ne fa parte: Fratelli d’Italia è in ECR (il gruppo dei Conservatori e riformisti europei), la Lega nei Patrioti per l’Europa (lo stesso del Rassemblement National di Marine Le Pen, per capirci), e Forza Italia nel Partito Popolare.

Cosa ha detto Roberto Vannacci

C’è solo una forza politica, in Italia, che fa parte dello stesso gruppo politico di AfD in Europa. Futuro Nazionale, di Roberto Vannacci. Che ha subito commentato il risultato dell’estrema destra in un lungo post sui social

“E ORA CONTINUATE A CHIAMARCI ESTREMISTI. È UN’ONDA POPOLARE.
In Sassonia-Anhalt l’AfD conquista il 43,8%, più che raddoppiando il risultato del 2021. La CDU di Merz precipita al 17,2%. E tutto questo con un’affluenza record dell'80%. Hanno provato a fermarli con il cordone sanitario, la demonizzazione, le accuse di nazismo, le inchieste e gli allarmi quotidiani. Come cercano di fare con Futuro nazionale. Non è servito. Gli elettori hanno detto basta all’immigrazione fuori controllo, all’ideologia green che distrugge industria e lavoro, alla burocrazia di Bruxelles, a una casta politica prostrata a un’Europa sempre più lontana dai suoi popoli. Dal governo italiano qualcuno la definisce una “pessima notizia”. La vera pessima notizia, per loro, è che i cittadini continuano a votare liberamente senza obbedire alle élite. Noi di Futuro Nazionale, insieme ad AfD nel gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, combattiamo per restituire l’Europa alle sue nazioni, la sovranità ai suoi popoli e il futuro ai nostri figli. L’Europa cambia. Le destre sbiadite arretrano. I popoli rialzano la testa. NESSUN DORMA!”.

Le preoccupazioni di Giorgia Meloni

Che Vannacci sia contento dell’ascesa della destra più estrema in Germania, non stupisce più di tanto. Ma cosa ne pensa invece Giorgia Meloni?

Per il momento la presidente del Consiglio non si è ancora espressa. Qualche esponente di Fratelli d’Italia ha detto la sua, sottolineando ad esempio che sia un partito con idee diverse da quelle di Meloni su alcuni punti, ma che non sarebbe corretto definire antidemocratico. Oppure c’è anche chi ha sottolineato, a proposito di democrazia, che quando il popolo si esprime con il voto, quella volontà va sempre rispettata. E ancora, il ministro meloniano per gli Affari europei, Tommaso Foti, ha detto che il voto in Sassonia è un’evidente manifestazione nei confronti delle politiche di immigrazione del governo tedesco.

Proprio la questione migratoria probabilmente starà preoccupando in queste ore Giorgia Meloni. Il governo di Friedrich Merz – esponente della CDU, della destra moderata del Partito Popolare – potrebbe infatti provare a recuperare consensi – da mesi ormai in caduta libera – proprio adottando una linea più securitaria e repressiva sull’immigrazione. E questo vorrebbe dire anche riaprire il capitolo dei dublinanti, cioè di quei migranti che sono arrivati in Europa attraverso l’Italia e poi si sono spostati in altri Paesi, come la Germania. Sia secondo il regolamento di Dublino (da cui il termine “dublinanti”) che secondo il nuovo Regolamento sulla migrazione e l’asilo, i migranti dovrebbero fare la richiesta di asilo nel Paese di primo approdo, a cui spetterebbe quindi l’esame di quella domanda. Dopo la crisi di Ceuta diversi governi europei – tra cui anche quello tedesco – hanno detto che avrebbero rispedito i migranti irregolari presenti sul loro territorio nel Paese di frontiera che avrebbe dovuto esaminare la loro richiesta. Insomma, hanno parlato di trasferire alcuni migranti in Italia. Cosa che il governo Meloni, ovviamente, non ha alcuna intenzione di accettare. Ma le regole sono regole. E, soprattutto, quelle della nuova normativa sono state più volte rivendicate da Meloni, che si è intestata un cambio di passo in Europa sulle politiche migratorie. Che cosa dovrebbe dire ora, al suo elettorato, alla notizia che la Germania potrebbe rimandare dei migranti in Italia?

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