podcast

Cosa sta succedendo su Futuro Nazionale, tra esposti in Procura e repliche infuocate di Vannacci

Immagine
Audio wave

Segui Nel caso te lo fossi perso.
Ascolta la notizia più importante del giorno.

Immagine

Due esposti diversi, uno alla procura ordinaria di Roma e uno alla procura militare. Nel primo si chiede di accertare che non vi siano violazioni della legge Scelba – quella sulla ricostituzione del partito fascista – mentre nel secondo di valutare se la presenza di alcuni membri delle forze armate nella struttura di partito sia legittima o meno. Se la divisa, in altre parole, venga usata per fare propaganda politica, violando il principio di neutralità che dovrebbe applicarsi ai militari. Entrambe queste denunce sono state presentate dal sindaco dei militari ed entrambe riguardano Futuro Nazionale, la creatura politica di Roberto Vannacci.

Ti è piaciuto questo episodio di NEL CASO TE LO FOSSI PERSO?

condividi

Partiamo dal secondo esposto, quello per cui il procuratore ha annunciato di aver avviato accertamenti preliminari, pur non avendo ancora (questo è doveroso specificarlo) iscritto nessuno al registro degli indagati. Si punta a far luce soprattutto su due figure, un militare dell’aeronautica e un carabiniere. Rispettivamente Antonsergio Belfiori, segretario nazionale del Siam, nonché referente del comitato 329 di FN a Villafranca di Verona, e Luigi Avveduto, segretario nazionale del Sim carabinieri, nonché referente di FN del comitato 1333 di Roma.

Cosa stabilisce l'Ordinamento

La Procura militare ora si sta semplicemente occupando della posizione di questi membri delle forze armate tra le fila di Futuro Nazionale per verificare “fatti di propria competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare”. Il punto è questo: un membro delle forze armate è sicuramente un cittadino che ha le sue idee e le sue simpatie politiche, ma è anche un uomo o una donna di Stato, che fa parte dell’esercito e che deve quindi mantenere un certo grado di neutralità. Ragion per cui il Codice dell’ordinamento militare stabilisce che:

  1. Le Forze armate devono in ogni circostanza mantenersi al di fuori dalle competizioni politiche.

  2. Ai militari che si trovino nelle condizioni di cui al comma 2 dell'articolo 1350, (quando sono in servizio, in luoghi militari, indossano l’uniforme, si qualificano come militari agli altri, ndr) è fatto divieto di partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni e organizzazioni politiche, nonché di svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati a elezioni politiche e amministrative.

Nell’esposto si chiede quindi di accertare se sia stato fatto “uso della qualifica militare, del grado e dell’uniforme per finalità di propaganda politica in contesti pubblici e digitali” e di capire meglio i contorni della “partecipazione alla promozione di contenuti ideologici radicali, riconducibili al documento programmatico del movimento le cui previsioni includono strategie di impiego delle Forze Armate (vengono citate ad esempio le politiche di remigrazione, ndr) e politiche incompatibili con il giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana e ai valori fondamentali della Costituzione”.

I diretti interessati si sono subito difesi. Belfiori ha detto che il comitato è stata un’iniziativa personale – che ha preso privatamente, mai in uniforme o in contesti militari – e che non comporta alcun incarico né esecutivo, né direttivo. Avveduto, da parte sua, ha confermato di aderire a Futuro Nazionale, ma di non avere alcun ruolo nel partito e di essere sempre stato attento a non mischiare i ruoli. L’avvocato di Vannacci, invece, ha detto che per quanto emerso su questi accertamenti della procura militare non sarebbe ravvisabile alcuna fattispecie di reato, né comune, né militare. Ha detto quindi di essere sereno e di confidare che si concluda tutto con un’archiviazione.

Le accuse sulla legge Scelba

Questo per quanto riguarda la presenza di militari nel partito. C’è poi il secondo esposto, quello presentato alla procura ordinaria lo scorso 28 agosto, e che riguarda lo stesso Roberto Vannacci, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni e il responsabile del programma Lorenzo Gasperini. Questa volta nel mirino del sindacato c’è l’ipotesi di una violazione della legge Scelba, quella sulla ricostituzione del partito fascista.

Su tutta la vicenda è intervenuto anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Che ha pubblicato un lungo post su X dicendo che lui è e rimane garantista. E ancora:

“Trovo profondamente sbagliato trasformare un accertamento preliminare, che la stessa Procura dice di aver disposto per verificare se vi siano fatti di propria competenza e senza procedere, allo stato, ad alcuna iscrizione nel registro delle notizie di reato, in una “indagine” per ricostituzione del partito fascista.

Non difendo Vannacci. Difendo un principio che vale per tutti: le persone non possono essere condannate sui giornali, o sui media in generale, prima ancora che esista un’indagine, e un’ipotesi contenuta in un titolo non può diventare, per effetto della sua ripetizione, un fatto giudiziario. Sono disgustato da questo modo di fare informazione, che troppo spesso confonde esposti, accertamenti, indagini e responsabilità personali, alimentando processi mediatici prima ancora che esista un processo. È un metodo barbaro che ho sempre  considerato inaccettabile. E lo è indipendentemente da chi ne sia vittima. Perché il garantismo, se vale soltanto quando fa comodo, non è garantismo”.

L’attenzione su Futuro Nazionale

Ora quindi bisognerà aspettare e capire che cosa uscirà da questi accertamenti. Che arrivano in un momento in cui l’attenzione su Futuro Nazionale è comunque elevata. Dopo l’articolo del Financial Times che descriveva Vannacci come il cavallo di Troia di Mosca l’ex generale ha risposto così sui suoi social:

“Il Financial Times, espressione di quegli ambienti finanziari e di quell’establishment internazionale che da sempre pretende di spiegare agli europei cosa devono pensare, scopre improvvisamente che in Italia esisterebbe il “Cavallo di Troia della Russia”.

Indovinate chi? Vannacci. Senza uno straccio di prova concreta di ordini ricevuti da Mosca, finanziamenti occulti o rapporti clandestini. Bastano posizioni politiche non allineate sulla guerra in Ucraina e una crescita nei sondaggi per trasformare un avversario politico in un sospetto agente del Cremlino”.

Intanto, al di là dell’articolo del Financial Times su Futuro Nazionale, il timore che Mosca provi a influenzare e pilotare le prossime elezioni è reale, in Italia così come nel resto d’Europa. Ora è anche il Copasir a confermarlo. Lorenzo Guerini, il presidente ed ex ministro della Difesa, ha detto che la questione “delle intromissioni, delle attività di disinformazione attraverso vari canali, è un rischio più volte testimoniato” a cui “l’Italia non è immune”. Ma comunque, ha aggiunto, “non va drammatizzato", anche se “occorre mantenere alta l’attenzione ed è quello che viene fatto”.

Se questo contenuto ti è piaciuto, clicca su "segui" per non perderti i prossimi episodi.

Se vuoi accedere ad altri contenuti esclusivi e sostenere il nostro lavoro, abbonati a Fanpage.it!

Immagine

Segui Nel caso te lo fossi perso.
Ascolta la notizia più importante del giorno.

Immagine

Il Podcast daily per i Sostenitori di Fanpage.it che, ogni giorno, fa il punto sulla notizia più importante del momento, quella da non perdere, per aprire gli occhi sul mondo. L’appuntamento è dal lunedì al venerdì alle 18.00, con la nostra giornalista, Annalisa Girardi.

[Altro]
api url views
Immagine
Ascolta la notizia più importante del giorno.