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Il programma di Vannacci non è solo folklore: dall’aborto alle unioni civili, le proposte di FN sono pericolose

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Dopo il patriarcato mediterraneo, l’abolizione del reato di femminicidio e la remigrazione, Roberto Vannacci ha presentato la seconda parte del programma politico di Futuro Nazionale. Decine di pagine in cui vengono messi nero su bianco ideali e concetti che appartengono ad altri periodo storici, decisamente più bui. Si legge che il partito si ispiri ai valori “tradizionali e naturali, con una particolare enfasi sulla tutela della famiglia naturale, della vita della persona umana sin dal concepimento e fino alla sua morte naturale e della libertà intesa in senso classico”. Futuro Nazionale – troviamo ancora scritto – “respinge tanto il relativismo etico quanto l'imposizione ideologica di nuove visioni woke contrarie ai principi del bene e dell’essere evidenti alla ragione”.

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Dopo un’esaltazione della civiltà romana e cristiana si passa alle proposte. Ovviamente c’è la difesa e la promozione della famiglia naturale, quella composta da uomo e donna, “quella eterosessuale con figli o almeno potenzialmente aperta ad essi per il fatto sostanziale dell’eterosessualità e della reciproca ordinazione biologica dei sessi”. Si legge che “i figli non si fanno con le intenzioni né con i “genitori intenzionali”: il fondamento biologico della generazione nei mammiferi è la presenza di un maschio, di una femmina e di un rapporto eterosessuale”: per cui no all’utero in affitto, no alle adozioni per le coppie omossessuali e no pure alle unioni civili.

La famiglia "naturale": le proposte di Vannacci

Nel programma poi si vietano gli interventi chirurgici di riassegnazione del sesso, così come la somministrazione di ormoni bloccanti della pubertà: tutto questo diventa reato universale, anche se c’è il consenso dei genitori. Per gli adulti gli interventi sono ammessi, ma non a carico del sistema sanitario nazionale. Si dice che “l’Italia dovrà rifiutarsi di accettare ed applicare qualsiasi direttiva internazionale volta alla promozione dell’ideologia woke della cosiddetta “agenda LGBT””. In questo senso si propone anche “il divieto alla diffusione di programmi, scene tv, spot pubblicitari ecc. di contenuto genderista/omosessualista nel caso in cui a questi contenuti, per i mezzi, gli orari o altre circostanze, possano essere esposti i bambini. Inoltre, sosteniamo l’estensione della fascia protetta dalle ore 6 alle ore 23 per tutti i media audiovisivi, con sanzioni severe – fino alla sospensione della licenza – per le trasmissioni che violino i divieti”.

C’è l’opposizione a qualsiasi legge sul fine vita, che si parli di eutanasia o di suicidio assistito, e in questo senso non viene ammesso alcun concetto di “autonomia regionale”, cioè non sarà possibile fare delle leggi regionali per favorire l’omicidio del consenziente (cioè il suicidio assistito). Poi si arriva al tema dell’aborto: si ribadisce che la legge 194 non sancisca il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, perchè “del resto sarebbe inusuale poter prevedere un diritto sulla morte di terzi”, si favorisce la presenza delle associazioni pro-vita nei consultori, si propone l’istituzione della Giornata nazionale della vita nascente e di ripristinare il ministero della Famiglia, chiamandolo ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità. C’è anche il divieto di somministrare la pillola RU-486 in ambulatorio e l’istituzione di un piano nazionale per la prevenzione dell’aborto.

Aborto, voto plurimo e mutuo tricolore

Un altro punto è quello del voto plurimo per i genitori in rappresentanza dei figli: “Sarebbe un interessante esperimento politico, da valutare attentamente, quello di dare rappresentanza a tutti gli italiani, facendo rappresentare, come già avviene in ogni altra materia, i minori dai genitori. Sarebbe peraltro una forma di ponderazione democratica del voto, che tiene conto del peso di chi rappresenta una “società domestica”, ovvero una famiglia. Nella concretezza, si tratterebbe di intervenire sull’art. 48 della Costituzione e assegnare ai genitori un numero superiore di schede, pari a quello dei figli, per esempio divisi tra il padre e la madre e, nei casi dispari, a tornate alternate”. Insomma, dare la possibilità alle persone con figli di esprimere un voto anche per loro. Una misura che si scontra con un principio democratico, quello sancito dall’articolo 48 della Costituzione per cui “il voto è personale ed eguale”.

Altre misure per la famiglia sono le cosiddette quote azzurre, per cui si propone di riservare una parte dei posti di bandi pubblici ai genitori di famiglie italiane numerose, il reddito di genitorialità, e il mutuo tricolore, con tasso progressivamente decrescente per ogni figlio, destinato alle coppie italiane. Poi si parla anche di scuola, vietando ad esempio tutti i dispositivi elettronici personali in classe (i social network sono vietati ai minori di 15 anni) e valorizzando la cultura della Difesa. In altre parole? Militari nella classi per dei corsi di educazione alla Difesa e alla Sicurezza Nazionale.

Non è solo folklore

Ci sono molte altre cose, il programma è lungo circa un centinaio di pagine e manca ancora della terza e ultima parte. Ma alcune di queste proposte, come c’era da aspettarsi, hanno occupato subito le prime pagine dei giornali. Il motivo è evidente: sono proposte autoritarie, discriminanti, nostalgiche di un passato nero. C’è chi dice che non si dovrebbe dare così tanto spazio, nel dibattito pubblico, a queste idee perché si finisce per legittimarle, per sdoganare un’estremità sempre più estrema. Al tempo stesso, però, fare finta di nulla mentre una nuova creatura politica acquista sempre più peso nei sondaggi rischia solo di sottovalutarne la portata. E questo è un errore che non va fatto.

Da un lato è chiaro che Vannacci, ogni giorno che passa, stia alzando sempre di più il tiro per essere ancora più centrale nel dibattito. Per spostare tutta la destra ancora più a destra e poi sottrarre i consensi ai rivali. Dall’altro però le sue idee non sono solo folklore, non sono solo le esternazioni provocatorie di un personaggio costruito ad arte. Sono i mattoni, uno dopo l’altro, di una visione del mondo precisa, autoritaria e discriminante, omofoba, misogina e razzista. È davvero questa l’Italia del futuro?

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