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8 Maggio 2021
16:50

Ylenia picchiata e poi bruciata per una carta pregagata persa, il compagno confessa

Ha confessato l’omicidio di Ylenia Lombardo ai carabinieri il 36 enne che la stava frequentando. L’uomo affetto da patologie psichiatriche e in cura presso un centro di igiene mentale avrebbe colpito e poi bruciato la donna ritenendola responsabile, come ha denunciato, dello smarrimento di una carta prepagata da 15mila euro.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Prima picchiata a calci e pugni, poi bruciata nella camera da letto. Questa la triste fine di Ylenia Lombardo, mamma 33enne di Pago del Vallo di Lauro, trovata semi-carbonizzata nella sua abitazione in via Ferdinando Scala, nel comune di San Paolo Bel Sito, in provincia di Napoli. A toglierle la vita sarebbe stato l'uomo che frequentava, Andrea Napolitano, di 36 anni, che ieri avrebbe confessato l’omicidio.

L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, soffrirebbe di patologie psichiatriche e sarebbe in cura presso un centro di igiene mentale. A casa sua gli investigatori avrebbero trovato dei vestiti sporchi di sangue. Mentre per individuarlo ci si sarebbe avvalsi anche delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Ancora da chiarire cosa possa aver scatenato la furia omicida. Ai carabinieri l’uomo avrebbe in un primo momento raccontato di essere stato colto da un raptus di follia dopo non aver ritrovato una carta prepagata da 15mila euro.

Avrebbe quindi indirizzato la sua ira contro Ylenia, ritenendola forse responsabile dello smarrimento, e tempestandola di calci e pugni. Successivamente avrebbe appiccato il fuoco alla camera da letto, chiudendo la donna nell’appartamento. Poi sarebbe tornato a casa sua per cambiarsi e per coprire le tracce avrebbe anche comprato un giubbotto simile a quello che indossava che si era lacerato e sporcato. È stata fissata per oggi l’udienza di convalida del fermo, disposto dalla Procura di Nola. Mentre si attende l’esito dell’autopsia. Ylenia era mamma di una bambina di 11 anni, affidata ai nonni materni che vivono a Viterbo. Il 36enne è accusato di omicidio aggravato ed incendio.

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