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Whirlpool chiude a Napoli, la rabbia degli operai
3 Febbraio 2022
13:33

Whirlpool Napoli, operaia licenziata si laurea e dedica la tesi alle colleghe senza più lavoro

La storia di Italia Orofino, operaia licenziata dopo la chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli, che a 49 anni si è laureate e ha dedicato la tesi alle sue colleghe.
A cura di Valerio Papadia
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Ha perso il lavoro, ma non la voglia di mettersi in gioco: Italia Orofino, 49 anni, è tra gli operai della Whirlpool che sono stati licenziati quando lo stabilimento di Napoli ha cessato la produzione e ha chiuso per volere del colosso di elettrodomestici. Nonostante l'età, però, Italia si è laureata in Scienze della Comunicazione, con una tesi su "Donne e mercato del lavoro in Italia negli ultimi 40 anni": tesi che ha dedicato proprio a tutte le donne della Whirlpool di Napoli, tutte le sue colleghe che insieme a lei hanno lottato per non perdere il proprio lavoro.

A sottolineare questo aspetto è Monica Buonanno, ex assessore al Lavoro del Comune di Napoli, in carica proprio nel periodo più intenso delle lotte degli operai dello stabilimento Whirlpool di via Argine, periferia orientale di Napoli. "La tesi – ribadisce la Buonanno – è stata dedicata da Orofino a tutte le donne della Whirlpool di Napoli, simbolo di quella battaglia ben più ampia verso il riconoscimento del valore femminile nel lavoro e verso un riequilibrio dei carichi di lavoro e di vita".

"La vertenza Whirlpool è stata dolorosa, complicata e, al momento, ancora incompleta – continua l'ex assessore Monica Buonanno -. La laurea di Italia restituisce simbolicamente l'importanza della caparbietà nel raggiungimento di un obiettivo. Abbiamo visto Italia combattere con straordinaria forza, fermezza e risolutezza per la vertenza di Whirlpool Napoli. Vederla ieri alla proclamazione della sua laurea è stata per me un'emozione fortissima".

La vicenda degli operai della Whirlpool di Napoli

Il calvario degli operai dello stabilimento Whirlpool di Napoli comincia nella primavera del 2019, quando l'azienda statunitense annuncia la volontà di cedere lo stabilimento, mettendo a rischio i posti di lavoro dei 320 operai. Inizia così un tira e molla tra gli operai e l'azienda, con la mediazione dei sindacati e del Ministero dello Sviluppo Economico, tra promesse, proteste, rinvii e agitazioni, che ha portato purtroppo alla chiusura definitiva dello stabilimento alla fine del 2021 e al licenziamento degli operai.

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