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Vomero, i gestori dei gazebo dei bar sequestrati: “Chiusi sotto Natale, in 50 ora sono senza lavoro”

Sigilli ai dehors di bar, ristoranti e pizzerie a causa di “difformità”. Tempi lunghi per poter riaprire. I commercianti disperati: “Colpiti sotto le feste di Natale, a rischio decine di posti di lavoro”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Immagine di repertorio
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“Ci hanno sequestrato il gazebo del bar per presunte difformità. Ma noi abbiamo sempre pagato la tassa di occupazione suolo. Sono arrivati venerdì con decine di agenti e hanno messo i sigilli ai dehors con tavolini e ombrelloni. Giusto fare i controlli, ma ci chiediamo perché proprio sotto Natale? Trattandosi di sequestro penale, i tempi per riaprire sono lunghissimi, tra ricorso e nuova verifica della Polizia Locale arriviamo al 2026, scavalcando tutte le feste. Per noi è un danno enorme in questo periodo. Ci dispiace soprattutto per i lavoratori. Ci sono almeno 50 persone senza lavoro da tre giorni”. A parlare sono i titolari dei bar e ristoranti di via Luca Giordano e via Scarlatti al Vomero, finiti nel mirino dei controlli della Polizia Locale venerdì scorso, 5 dicembre.

Il tavolo del piano d'ambito per i dehors col Comune

Gli imprenditori hanno già chiamato i loro avvocati e sono pronti a fare istanza di dissequestro a partire dalla prossima settimana. Intanto, però, i dehors con i tavolini e gli ombrelloni restano chiusi con i sigilli. Anche se i locali continuano ad essere aperti. Tutti i negozianti di via Luca Giordano si sono già organizzati da tempo per avviare un tavolo con il Comune di Napoli dove definire un piano di ambito che possa stabilire i criteri per realizzare i dehors.

Nelle scorse settimane, le attività erano già state oggetto di controlli e sanzioni amministrative, ma di piccola entità. Via Luca Giordano è da sempre considerata una delle strade dello shopping e dello “struscio” di Napoli. Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pedonalizzazione della strada e i decreti del Covid19 che hanno facilitato le concessioni, molti bar e ristoranti si sono dotati di tavolini anche all’esterno. Inizialmente ombrelloni con sedie, poi sempre più spesso gazebo e dehors. La legge sul Covid, in particolare, prorogata più volte, prevedeva una estensione dello spazio per avere più distanza tra tavolini e che alcune concessioni potessero essere rilasciate senza il parere tecnico della Polizia municipale. Ma bisognava comunque conformarsi alle regole. Durante i controlli di venerdì ad alcuni gestori sono stati contestati presunti aumenti di volumetrie, perché i gazebo sarebbero stati equiparati dagli investigatori a strutture.

“Per lavorare – spiegano i commercianti – abbiamo bisogno che il cliente sia riparato dalle intemperie. Il Comune dà la possibilità di installare dei pali da marzo ad aprile. Noi offriamo un servizio ai clienti e vorremmo darlo nel massimo comfort possibile. Adesso senza gazebo abbiamo difficoltà a lavorare. I locali sono aperti e noi abbiamo sale all’interno, anche grandi, ma la gente preferisce stare fuori. La Corte dei Conti è intervenuta perché il Comune non ha soldi. Ma noi abbiamo sempre pagato la tassa di occupazione. Adesso ci contestano un presunto aumento di volume. Faremo istanza di dissequestro e valuteremo con i nostri legali. Ma tra la nomina del giudice, i tempi per la pratica e poi i nuovi controlli della Polizia Locale, passerà tutto Natale. Noi vogliamo essere in regola. Abbiamo creato un consorzio per realizzare con il Comune un piano d’ambito per i dehors, che secondo noi è l’unica via. Ma i tempi sono lunghi e se tutto va bene, se ne parlerà tra due anni. Nel frattempo, che risposta si dà a turisti e cittadini che vogliono consumare in tranquillità?”.

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