Vomero, abbattuti due pini al Parco Mascagna. Il Comune: “Continue allerte meteo, erano a rischio crollo”

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I pini tagliati al Parco Mascagna del Vomero
Protesta degli ambientalisti: “Alberi abbattuti nel parco riaperto dopo 2 anni di lavori costati 460mila euro”. Il Comune: “Pini a rischio crollo, si erano aggravati e non si potevano curare”

Abbattuti due pini al Parco Mascagna. Il polmone verde del Vomero è rimasto chiuso per due giorni, martedì 13 e mercoledì 14. Per il Comune di Napoli, i due alberi erano pericolanti e a rischio crollo. Ma è scontro con gli ambientalisti: "Il parco ha riaperto a febbraio 2025, dopo oltre un anno e mezzo di chiusura per lavori di manutenzione, costati 460mila euro", tuonano gli attivisti della Rete No box e Casa del Popolo Pio Russo Krauss, con Franco Di Mauro. "Dopo la segnalazione di alcuni cittadini – afferma Rino Nasti, consigliere della V Municipalità di Europa Verde – siamo venuti al Parco Mascagna e abbiamo trovato una situazione che non può passare sotto silenzio: due pini abbattuti. Ancora una volta, senza una preventiva informazione ai cittadini e senza che siano state rese note le ragioni dell’intervento, ci troviamo di fronte a un fatto compiuto. La domanda è semplice: perché al Parco Mascagna si continua a perdere patrimonio arboreo, invece di investire in una cura costante, nella prevenzione e nella manutenzione del verde?". I due alberi saranno ripiantati.

Il Comune: "Quei due pini erano pericolanti"

La storia dei due pini abbattuti in questi giorni dagli operai è ricostruita nel carteggio dei tecnici comunali, che Fanpage.it ha potuto visionare. L'ordine di chiudere il parco per procedere al taglio dei due grossi alberi è partito lunedì scorso, con una disposizione dirigenziale dell'Area Ambiente Servizio Progettazione e Gestione Grandi Parchi. Una chiusura inizialmente limitata ad un solo giorno e poi prorogata anche a ieri. Nell'atto non si parla di abbattimento, ma di "lavori di manutenzione all’interno del Parco Mascagna che dovranno essere eseguite evitando interazione con la utenza del Parco". La mancanza specificazione dell'attività da svolgere ha suscitato le critiche degli ambientalisti, che si lamentano di aver appreso dell'abbattimento solo a cose fatte. Il consigliere Nasti già martedì scorso si era rivolto all'Assessore Vincenzo Santagada affinché "spiegasse alla cittadinanza le ragioni di questi abbattimenti, sulla base di quali verifiche tecniche".

I due alberi, però, a quanto si apprende dalla documentazione, erano attenzionati dal Comune da molto più tempo (sul Parco Mascagna, infatti, è in corso un censimento continuo delle alberature, per verificarne lo stato di salute). I due pini (numerati col 58 e 66) erano stati segnalati già in una relazione tecnica del 17 febbraio scorso dove venivano classificati in "classe di propensione al cedimento C/D". Una categoria che comprende le piante che presentano gravi difetti morfologici o strutturali e per le quali occorre intervenire con operazioni di messa in sicurezza, al fine di evitarne l'abbattimento. Per questo erano stati curati con endoterapia il 21 e 22 aprile.

All'inizio di ottobre erano stati quindi sottoposti nuovamente ad una prova di trazione ("pulling test"), che però aveva dato esito negativo, ed erano stati quindi riclassificati "in classe di propensione al cedimento D", cioè "ad alto rischio di caduta e schianto". "Per queste piante – si legge nella relazione tecnica firmata il 14 ottobre – la prospettiva di vita è gravemente compromessa e ogni intervento di risanamento risulterebbe vano. Le piante appartenenti a questa classe devono essere sostituite". La decisione dell'abbattimento è arrivata anche in considerazione delle "continue allerta meteo gialli e arancioni che interessano il territorio in questo periodo, si è ritenuto non differibile l'intervento. Per tutelare la pubblica e privata incolumità, il Servizio è quindi dovuto intervenire per l'abbattimento con carattere di urgenza (ad horas) dei due esemplari".

I due pini sono stati abbattuti e ridotti in pezzi. Nelle prossime settimane il Comune procederà alla piantumazione di nuovi esemplari della medesima specie, in sostituzione di quelli rimossi. Secondo il Municipio, quindi, "l'abbattimento dei due esemplari di Pinus è stato necessario e urgente ai fini di tutelare la pubblica e privata incolumità. È motivato dalla classificazione in classe D di propensione al cedimento, dall'inefficacia delle misure di risanamento già adottate e dal rischio per la pubblica e privata incolumità, aggravato dalle condizioni meteorologiche avverse".

Nasti: "Il Comune spieghi i motivi"

"Il Parco Mascagna – sottolinea Nasti – è uno spazio pubblico conquistato e difeso con fatica dai cittadini. Non può essere progressivamente impoverito, senza trasparenza e senza un progetto serio di tutela e rinnovo del patrimonio arboreo. E non dimentichiamo che anche i viali esterni del parco sono stati da alcuni mesi ricondotti alla funzione di strada secondaria: un arretramento che ci riporta indietro di trent’anni, proprio mentre avremmo bisogno di più verde, più spazio per le persone e una migliore qualità urbana.

Per Franco Di Mauro, della Rete No box e Casa del Popolo Pio Russo Krauss, il parco "dopo circa due anni di chiusura e 460 mila euro spesi di fondi di Città Metropolitana e a suon di fanfare è stato riaperto con una cerimonia degna di evento straordinario. Straordinario certo, perché il verde in questa città non è ordinario. Come è possibile che dopo l’abbattimento di oltre 20 lecci, numerose piante di cui si è perso il conto, della eliminazione di una barriera floreale fatta di bouganville e gelsomini che rendevano unico e bellissimo il perimetro del Parco, ancora oggi si ritorna a tagliare alberi? A cosa è servita quella lunga chiusura? Quali esami sono stati compiuti sugli alberi esistenti? Che certezza abbiamo che non ne abbattano altri? Vogliamo poi parlare dell’area giochi esposta al sole che in tutta questa torrida estate non è stata frequentata, ovviamente, dai bambini che rischiavano assieme ai loro genitori delle vere e proprie ustioni da raggi di sole o dei mancamenti causa il caldo?".

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