"I morti vanno rispettati, non cancellati". La scritta è comparsa sul murale di Nino d'Angelo realizzato dall'artista Jorit a San Pietro a Patierno, periferia nord di Napoli, quartiere di cui è originario il popolare cantante napoletano. A chiarire ulteriormente il senso, l'altra scritta, subito accanto, uguale a quella trovata su parecchi muri del quartiere: "Benny vive". È la risposta alla decisione di cancellare e rimuovere i murales e gli altarini, a Napoli ce ne sono a centinaia, che ricordano giovani morti legati a contesti criminali.

Era il caso di Luigi Caiafa, il ragazzo di 17 anni ucciso ad ottobre da un poliziotto durante una rapina in via Duomo, a cui era stato dedicato un murale (rimosso nei giorni scorsi) nella zona di via dei Tribunali, vicino all'abitazione dove viveva il padre, ucciso in un agguato il 31 dicembre. C0sì come era il caso anche di Ugo Russo, il 15enne ucciso dal carabiniere che stava rapinando in via Orsini, nel centro di Napoli; per lui, però, pronuncia diversa da parte del Comune: il murale a lui dedicato, ai Quartieri Spagnoli, verrà rimosso in quanto abusivo ma, dato che i parenti hanno affermato che non ha carattere celebrativo, lo si potrà rifare una volta ottenute le autorizzazioni.

Le scritte compare a San Pietro a Patierno si riferiscono invece a Benvenuto Gallo, 24enne del posto, ferito a morte in un agguato nel novembre scorso; il ragazzo fu trasportato al Pronto Soccorso del Cardarelli nel cuore della notte, era stato raggiunto da un colpo di pistola alla nuca. Già noto alle forze dell'ordine, Gallo era imparentato con Carmine Grimaldi "Bombolone", ucciso a San Pietro a Patierno nel 2007. Anche per il 24enne era stato realizzato un altarino, che è finito tra quelli da rimuovere.