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Femminicidio di Martina Carbonaro

Un anno dalla morte Martina Carbonaro, uccisa il 26 maggio 2025: “La nostra vita si è fermata lì”

Il ricordo dei familiari di Martina Carbonaro ad un anno dalla morte della ragazza, vittima di femminicidio il 26 maggio 2025.
Martina Carbonaro
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"Oggi è un anno esatto da quando mia nipote, Martina Carbonaro, è diventata l'ennesima, drammatica vittima di femminicidio. Un anno senza la sua gioia, una vita spezzata troppo presto dalla violenza. È un dolore che non si può nemmeno immaginare: per noi la vita è rimasta ferma lì, a quel maledetto 26 maggio 2025". Sono parole cariche di dolore quelle dello zio della ragazzina 14enne di Afragola, Giuseppe Cossentino, per ricordare la nipotina uccisa barbaramente l'anno scorso a colpi di pietra dall'ex fidanzato 19enne Angelo Tucci. Il corpo senza vita di Martina fu ritrovato nel cuore della notte tra quel tragico lunedì e il martedì, nei pressi di un locale nell'area di cantiere dello stadio comunale.

Il 19 maggio scorso, intanto, si è tenuta l'udienza nell'aula 115 della II Sezione della Corte d'Assise di Napoli. Il ragazzo è accusato di omicidio volontario pluriaggravato. Prima dell'inizio del dibattimento si sono registrate tensioni tra le due famiglie. Il dolore per la morte di Martina è incolmabile. Anche il suo cagnolino non ha retto ed è morto nel giorno del processo.

"Ricordare Martina oggi – scrive lo zio sui social – non significa solo piangere la sua assenza, ma gridare con forza che tutto questo deve finire. Nessuna donna dovrebbe mai più avere paura, nessuna famiglia dovrebbe mai più provare questo strazio. In questo giorno così devastante, il mio pensiero va ai miei cugini, Fiorenza Cossentino e Marcello Carbonaro. So quanto sia difficile, so che nulla potrà colmare questo vuoto, ma vorrei riuscire a darvi forza in qualsiasi modo, anche con i piccoli gesti di ogni giorno. Non siete soli in questa tempesta. Per Martina, per Fiorenza e Marcello, e per tutte le donne che non hanno più voce: noi non dimentichiamo".

L'omicidio di Martina Carbonaro avvenne ad Afragola il 25 maggio dello scorso anno: la giovane si era incontrata con l'ex compagno nei pressi di un edificio abbandonato nei pressi dello stadio comunale, dopo che lui le aveva chiesto un ultimo incontro dopo la fine del loro rapporto. La giovane venne uccisa con una pietra, e il corpo nascosto dietro un armadio. Il giovane partecipò anche alle ricerche della ragazza, inizialmente data per scomparsa: fu ritrovata il giorno dopo, e l'ex compagno confessò agli inquirenti l'omicidio. Al processo, che vede imputato il 19enne per omicidio volontario pluriaggravato, si sono costituiti parte civile il comune di Afragola, la fondazione Polis e Cam Telefono Azzurro.

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