Condannato il padre di uno dei killer di Gelsomina Verde: minacce alla madre della ragazza uccisa dalla camorra

L'aveva incrociata sotto la sua abitazione e l'aveva affrontata: "Devo diventare il tuo incubo", e "Ti devo far fare la stessa fine di tua figlia"; tutto finito in una denuncia, sfociata poi nel processo e quindi nella condanna, emessa oggi, 21 maggio: un anno, un mese e 10 giorni di reclusione per Paolo De Lucia, padre di Luigi De Lucia, ritenuto uno dei killer di Gelsomina Verde, la 21enne uccisa da innocente nella Faida di Scampia.
Vittima delle intimidazioni è stata Anna Lucarelli, la madre di Mina. La donna, nel maggio scorso, aveva reso noto di avere ricevuto le gravi minacce nel corso del processo di primo grado che si è concluso un anno fa, con la condanna a 30 anni di reclusione per Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi, ritenuti parte del commando che uccise e poi diede fuoco alla ragazza il 21 novembre 2004; Paolo De Lucia è stato nel frattempo arrestato ed è attualmente detenuto per altra causa. Nei giorni scorsi, inoltre, il magistrato ha chiesto l'archiviazione per la denuncia che la suocera di Luigi De Lucia aveva sporto nei confronti di Francesco Verde, fratello di Gelsomina, accusandolo di aggressione.
La 21enne di Scampia venne sequestrata e uccisa, secondo le ricostruzioni emerse anche in fase processuale, perché i killer, legati al clan Di Lauro, volevano attraverso lei trovare Gennaro Notturno, detto ‘o Sarracino, che faceva parte degli Scissionisti; la ragazza, che aveva frequentato quell'uomo diverso tempo prima, se ne era allontanata quando aveva scoperto il suo coinvolgimento con la camorra e non aveva avuto più contatti con lui; venne torturata e uccisa e poi, presumibilmente per mascherare quelle sevizie, venne data alle fiamme nella sua automobile.