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Torna la Lampadedromia a Napoli il 7 giugno: storia e origine della gara a staffetta napoletana

Torna a Napoli la gara che risale a 3mila anni fa per venerare la sirena Parthenope. Domenica 7 giugno la mezza maratona dai Campi Flegrei a Castel dell’Ovo.
Un’immagine della scorsa edizione
Un’immagine della scorsa edizione

Torna a Napoli la mezza maratona dedicata a Partenope: la Lampadedromia, storica corsa di origine greca che risale alla fondazione della città. Si parte sabato 6 giugno con una cerimonia serale propiziatoria con coreografie e piece teatrali nella zona di partenza alle Terme Stufe di Nerone al Lago di Lucrino. Domenica 7 giugno via alla gara di 21 km, dalle Terme Stufe di Nerone fino alla Rotonda Diaz. La partenza è fissata per le 8.30, e a tutti i partecipanti andrà una medaglia ricordo e un attestato di partecipazione. Per iscriversi basterà andare sul sito ufficiale e compilare l'apposito modulo di partecipazione. In occasione della gara, sarà sospeso il percorso di mobilità ciclistica in via Francesco Caracciolo, nel tratto compreso tra piazza della Repubblica e viale Dohrn, dalle ore 8.00 alle ore 10.30 (e comunque fino a cessate esigenze).

Cosa significa Lampadedromia, la staffetta con le torce in onore di Partenope

In greco, λαμπαδηδρομία (lampadēdromía) vuol dire semplicemente "corsa con le torce", dal greco λαμπάς (lampás), ovvero torcia, fiaccola, e δρόμος (drómos) ovvero "corsa", "gara di corsa" (rimasto in alcune parole italiane come velodromo, autodromo, eccetera), ed erano tipicamente diffuse nell'Attica, la regione di Atene. Ma poi ebbero un tale successo a Napoli che anche in piena epoca romana continuarono, al punto che l'imperatore Augusto volle inserire queste gare nei giochi Isolimpici, le "olimpiadi" che si svolgevano a Napoli e che continuarono fino alla caduta dell'Impero.

Tremila anni fa la prima Lampadedromia napoletana

Come queste gare arrivarono a Napoli lo raccontano due grandi autori dell'antichità: lo storico siceliota Timeo di Tauromenio (l'odierna Taormina) ed il poeta e drammaturgo Licofrone (originario invece della Calcide). Entrambi spiegano nelle loro opere che a portare le Lampadedromie a Napoli fu Diotimo, ammiraglio ateniese, sbarcato nella grande colonia greca di Napoli attorno al 425 avanti Cristo: qui, per sciogliere il voto di alcuni oracoli, istituì la prima corsa con la torcia in onore di Parthenope: si partiva dalla regio heraclensis (odierna Piazza Municipio) per arrivare al cenotafio di Partenope (oggi l'isolotto di Megaride dove sorge Castel dell'Ovo), passando per le grotte di Chiatamone. La gara era una vera e propria staffetta a squadre: i partecipanti (cursores), si passavano la fiaccola come testimone fino al traguardo, cercando di non far mai spegnere la fiamma. In quel caso, la squadra veniva eliminata.

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