Disoccupati a Napoli, De Luca contro la delibera sui tirocini e Bonavitacola in giunta mette per iscritto il suo dissenso
Vincenzo De Luca è tornato in pieno nella dimensione da sindaco di Salerno: in questi giorni è molto preso dall'organizzazione della festa patronale di San Matteo, che cade il 21 settembre. Non partecipa alle Feste dell'Unità campane, non si sa se perché non invitato o perché ha declinato. E ogni tanto accarezza il sogno di presentarsi alle primarie del centrosinistra come terzo incomodo contro Elly Schlein e Giuseppe Conte, un po', dicono, corteggiato dai renziani che sperano in un nome che sparigli il dualismo Pd-M5s e incendi la competizione.
Quando, il venerdì, come ormai da anni, accende la telecamera per il suo solito monologo social, Vincenzo De Luca ricorda al suo pubblico, un po' calato rispetto ai fasti del periodo Covid, di essere stato per dieci anni a capo della Regione Campania. Gli piace, insomma, ingaggiare qualche match a distanza con la nuova giunta di Roberto Fico e con il nemico degli ultimi anni, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Ovviamente nessuno dei suddetti risponderà mai al salernitano, che di queste lotte si nutre da anni.
La delibera sui tirocini per i disoccupati di lunga durata a Napoli
È in questo contesto che s'innesca la polemica, già trattata da Fanpage nei giorni scorsi, sui tirocini da 600 euro al mese per i disoccupati di lunga durata. Breve riassunto delle puntate precedenti: questi tirocini li doveva finanziare il ministero del Lavoro del governo Meloni che ha poi ritirato gli stanziamenti parlando di «irregolarità» che però non sono mai state del tutto chiarite, facendo salire il livello della tensione sociale in una città cronicamente a secco di prospettive occupazionali.
Comune di Napoli e Regione Campania sono invece convinti della necessità di dare minima speranza e progettualità a persone ormai anche in là con gli anni, totalmente espulse dal mondo del lavoro e che in taluni casi – pure per disperazione – sono scese in piazza a protestare dietro striscioni di movimenti di lotta per il lavoro. E così Palazzo Santa Lucia, su proposta dell'assessora al Lavoro Angelica Saggese, ha finanziato per 8,3 milioni l'operazione, coprendo i soldi tolti dal governo Meloni.
Bonavitacola, la modifica alla delibera, la protesta e la firma "revocata"
Vincenzo De Luca, tra un piano traffico e una nuova rotatoria, ha voluto segnare un punto. Come? Ha chiesto al suo assessore di riferimento nella squadra di Fico, ovvero Fulvio Bonavitacola, per un decennio vicepresidente regionale, di contestare l'atto in sede di giunta. De Luca va oltre: sostiene che questa vicenda «dovrebbe essere sottoposta anche alla Procura e alla Guardia di Finanza».
Risultato? La delibera è stata ridiscussa e Bonavitacola – non si sa bene quanto realmente convinto o quanto obbligato dal suo referente politico – ha ottenuto alcuni cambiamenti. Uno su tutti: l'obiettivo del tirocinio, da «finalizzato al lavoro», ha ora una formula più vaga, «eventualmente finalizzato all'inclusione sociale, ovvero altra misura di politica attiva».
Poi, però, ed è questa la novità rispetto alla prima puntata di questa storiella, evidentemente De Luca, non soddisfatto, ha chiesto e ottenuto da Bonavitacola un ulteriore atto di protesta. Il fedelissimo deluchiano, 67 anni, è tra due fuochi: non può votare contro la delibera senza aprire una fase di crisi politica con l'attuale governatore ma non può nemmeno scontentare il suo capocorrente. Quindi trova una via di mezzo che salva capra e cavoli: fa mettere a verbale, in un foglio allegato alla delibera, che i cambiamenti effettuati non lo soddisfano. E poi licenzia l'atto insieme al resto della giunta. L'atto pubblicato, infatti, reca la dicitura «la giunta, in conformità, a voto unanime delibera».
Fine della storiella? E invece no.
Bonavitacola: "Giovedì 10 settembre ho ritirato l'adesione alla delibera"
Già, perché sabato 12 settembre, un contrariatissimo Bonavitacola reagisce al racconto di questo giornale, con una nota: «Le modifiche non sono affatto intervenute come richiesto e per questo, nella successiva seduta del 10 settembre – afferma – ho ritirato l'adesione alla delibera del 3 settembre. Ne consegue, ovviamente, che tale atto non può più ritenersi approvato all'unanimità».
L'atto resta ovviamente valido, al massimo potrebbe essere ripubblicato sul Burc, il bollettino ufficiale dell'Ente, col voto contrario dell'assessore alle Attività Produttive. È la seconda volta, da quando Fico è governatore, che un assessore dice no ad una delibera. La prima fu Fiorella Zabatta, assessora Verde: rifiutò di firmare il calendario venatorio, in virtù delle sue idee animaliste. Ma ne parlò prima con Fico per spiegare le sue ragioni. Dunque questa sui disoccupati la si può definire la prima vera divisione politica.
Tornando alla questione tirocini, dal punto di vista operativo, ora, l'assessorato al Lavoro della Regione attende pazientemente da Sviluppo Lavoro Italia, quindi dal ministero del Lavoro, tutte le documentazioni sulla platea dei disoccupati. E visto che comunque la società ex Anpal Servizi ha evidenziato criticità nelle procedure, Palazzo Santa Lucia – apprende Fanpage – metterà a punto una revisione e un controllo ulteriore di tutti i documenti presentati dai disoccupati, allo scopo di scongiurare ogni irregolarità.
Sangiuliano: il centrodestra farà esposto in Procura
il capo dell'opposizione in Consiglio regionale, Gennaro Sangiuliano, insieme ai capigruppo Raffaele Pisacane e Sebastiano Odierna annuncia che presenterà un'interrogazione sul tema e sta predisponendo con un pool di avvocati un esposto alla Procura della Repubblica: «Ben 8 milioni ai soliti noti mentre i giovani campani sono costretti a fare le valigie. Questa è una sconfitta per la politica che ricorre a vecchie pratiche da anni Settanta e Ottanta che proprio di Fico non ci saremmo aspettati. E sarebbe anche interessante conoscere la fedina penale dei disoccupati premiati. Questi 8 milioni potrebbero essere utilizzati per creare lavoro vero e di qualità, premiare il merito, sostenere chi vuole formarsi e lavorare, non a consolidare una constituency politica. La Regione deve finanziare il futuro dei giovani campani, non il presente di chi è già dentro un sistema di relazioni».
Il coordinatore della Lega in Campania Gianpiero Zinzi ci mette il carico: « C'è una coincidenza politica che non può passare inosservata. L'8 luglio scorso, in piazza del Gesù, proprio mentre il Campo largo celebrava a Napoli la propria partenza verso le elezioni Politiche del 2027, i disoccupati organizzati contestavano duramente quella manifestazione chiedendo la ripresa di quei percorsi. Fico era lì e incontrò i manifestanti. Oggi scopriamo che la Regione guidata da Fico mette sul tavolo oltre 8,3 milioni di euro dei campani per intervenire sulla stessa platea di 1.128 persone, dopo che lo Stato aveva revocato il precedente finanziamento».
Infine, la deputata di Forza Italia Annarita Patriarca: «I disoccupati e gli inoccupati della Campania non possono essere illusi con nuovi stanziamenti se prima non vengono rimosse le cause che hanno determinato la sospensione del progetto a loro destinato».