30 Settembre 2021
10:18

Teschio trovato sulle montagne, potrebbe essere di Antonio Moscatiello: si attende il Dna

Si attende l’esito del Dna sul teschio ritrovato il 20 settembre a Cervinara (Avellino) per capire se appartiene ad Antonio Moscatiello, il 58enne scomparso il 26 giugno senza lasciare tracce. I resti erano stati trovati sulle montagne da un cercatore di funghi; il cadavere potrebbe essere stato mangiato dai cinghiali.
A cura di Nico Falco

Potrebbe essere quello che resta di Antonio Moscatiello, il 58enne di cui non si hanno più notizie da circa tre mesi, il teschio ritrovato pochi giorni fa sulle montagne nei dintorni di Cervinara, in provincia di Avellino. Dai resti è stato prelevato del Dna per gli esami di laboratorio, ma a distanza di alcuni giorni ancora non si conosce l'esito degli accertamenti: la risposta potrebbe mettere la parola fine, purtroppo nel peggiore dei modi, a un caso di scomparsa che fino ad oggi resta avvolto nel mistero.

Il teschio era stato ritrovato lo scorso 20 settembre da un uomo che era sulle montagne in cerca di funghi. Si era reso conto che si trattava di ossa umane e aveva avvisato i carabinieri. Erano intervenuti i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Avellino, che avevano avviato le indagini. Erano anche partite le ricerche, l'intera area era stata battuta per trovare altri resti, ma con esito negativo: il corpo potrebbe essere stato mangiato dai cinghiali. Il teschio era stato portato all'ospedale Moscati di Avellino per gli accertamenti del caso e, soprattutto, per l'esame del Dna.

Al momento non ci sono elementi che possano ricondurre quei resti umani ad Antonio Moscariello, anche se l'uomo era spesso sulle montagne, cercatore di funghi anche lui. Resta però la questione temporale: il teschio sarebbe infatti lì da circa tre mesi e il 58enne è scomparso dal 26 giugno, si sono perse le sue tracce durante la partita tra Italia e Austria degli Europei. Il giorno dopo, domenica mattina, le sorelle, Ersilia e Gina, l'avevano cercato ovunque ma inutilmente e si erano rivolte alle forze dell'ordine.

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