I forti boati degli ultimi giorni nei Campi Flegrei potrebbero essere stati causati dalle forti piogge che, a loro volta, hanno dato vita a piccole scosse sismiche, spaventando la popolazione che da sempre vive sull'enorme caldera flegrea. Questo il parere del professor Adriano Mazzarella, fisico già professore associato di Climatologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, e del professor Nicola Scafetta, docente di Meteorologia e Climatologia presso la medesima università partenopea, che nelle scorse ore hanno anche pubblicato un articolo scientifico sulla rivista internazionale Water in cui dimostrano questa tesi. Un fenomeno, quello dei boati, che nell'ultimo periodo ha spaventato e non poco i puteolani, anche perché seguiti immediatamente da brevi scosse di terremoto. A Fanpage.it, ne ha parlato proprio il professor Adriano Mazzarella.

Professore, cosa lega le piogge di questi giorni e le piccole scosse di terremoto?

C'è una stretta relazione tra le forti piogge e le scosse immediate e successive, diciamo fino a 3.0 di magnitudo. Questo è dovuto al fatto che l'acqua della pioggia, quando entra nelle spaccature del terreno vulcanico, arriva fino a mille-millecinquecento metri di profondità e si scontra con l'acqua super bollente dovuta ai forti flussi di magma sotterranei, vaporizzandosi all'istante e generando un forte boato, esplosioni e di conseguenza anche piccole scosse di terremoto.

Boati che però hanno spaventato i residenti, abituati a vivere su una enorme caldera..

Sì, c'è ovviamente anche il bradisismo ascendente, così come un'accelerazione dello stesso, ma bisogna tener conto anche delle abbondanti piogge di questi giorni. Sono caduti dal 25 dicembre 2020 fino al 10 gennaio 2021 qualcosa come 180 millimetri di pioggia, in maniera continua e non interrotta. Pioggia che si così è infiltrata nel terreno ed ha generato questi fenomeni. Ritengo importante per i puteolani essere informati di questo fenomeno, perché chi vive in zona ormai non ce la fa più: i boati sono molto forti ed accentuati dal "silenzio" notturno dovuto alla poca circolazione in strada e quindi all'assenza di rumori, spaventandoli continuamente.

Il vostro lavoro, pubblicato ieri, va proprio in questa direzione.

Sì, e non a caso, l'abate Giovanni Maria Della Torre già alla fine del Settecento scrisse un lavoro dicendo che secondo lui la pioggia poteva essere la causa del tremore sismico sia del Vesuvio sia dei Campi Flegrei. La sua, all'epoca, era una ipotesi: io e il professore Nicola Scafetta mio collega siamo riusciti ad evidenziarla in maniera scientifica, analizzando i dati relativi dal 2008 al 2020 ai terremoti nei Campi Flegrei ed alle piogge giornaliere misurate presso l’Osservatorio Meteorologico di prima classe dell’Università di Napoli Federico II, confermando così l'ipotesi dell'abate Della Torre.