Cadavere recuperato in acqua sul Lungomare di Napoli, indagini in corso per identificarlo

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A cura di Nico Falco
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I sommozzatori durante le operazioni di recupero del cadavere (Foto: Fanpage.it)
Il corpo di un uomo, età apparente di circa 30 anni, è stato recuperato in mare a Napoli; sull’accaduto sono in corso indagini, l’autopsia dovrà stabilire le cause del decesso: non si esclude l’incidente.

Sono le 12.40 circa quando il corpo affiora dal mare, lo tiene stretto uno dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco; sembra un ragazzo, probabilmente di origine nordafricana. La folla, assiepata al parapetto di via Partenope, lungomare di Napoli, segue con lo sguardo anche le ultime fasi del recupero. Quello che è accaduto, lo dovrà stabilire l'autopsia: se si è trattato di un omicidio, come mormora qualcuno, di un tragico incidente o, anche, di un gesto volontario.

Il cadavere è stato individuato intorno alle 10.30 di oggi, 9 luglio, da alcuni bagnanti alla rotonda di via Nazario Sauro; a pelo d'acqua, con la testa verso il fondo, a ridosso degli scogli, incastrato. Subito è partita la segnalazione alle forze dell'ordine, sul posto sono arrivati i sanitari del 118, la capitaneria di Porto, i vigili del fuoco e i carabinieri. Il corpo è stato individuato successivamente, quindi sono partite le operazioni di recupero.

Su via Partenope, mentre i sommozzatori sono al lavoro, proseguono le ipotesi. Qualcuno parla di un litigio con alcuni giovani stranieri, vittima e responsabili sarebbero stati tutti ubriachi. "Lo hanno buttato giù", dicono. Ma è una voce che gira, nessuno ha assistito. E forse quei giovani di cui parlano sono gli stessi che sono scesi anche alla rotonda in mattinata e che, raccontano da lì, "erano ubriachi e li abbiamo cacciati". Ma, quando si sono fatti vedere, il corpo era già in acqua. Alle loro spalle, alcune donne notano le decine di telefonini puntati verso l'acqua e urlano: "Smettetela di riprendere, non lo capite, il dolore?".

Quando finalmente il cadavere viene recuperato ha gli arti irrigiditi, probabile segno del rigor mortis e quindi indice che il decesso risalga a diverse ore prima. Dai primi accertamenti non emergono evidenti segni di violenza, età apparente di circa 30 anni. Qualche cicatrice sul dorso, sicuramente di ferite non recenti, e qualche lesione sul volto, che potrebbe, però, essere stata causata dall'impatto con gli scogli. L'esito del primo esame dovrà essere però confermato dall'autopsia: la permanenza in acqua potrebbe avere reso invisibili ferite recenti. E in acqua, probabilmente, quel ragazzo ci è rimasto parecchio. Potrebbe esserci caduto addirittura nella notte, magari scivolato: aveva ancora le scarpe.

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