Cadavere recuperato in acqua sul Lungomare di Napoli, indagini in corso per identificarlo
Sono le 12.40 circa quando il corpo affiora dal mare, lo tiene stretto uno dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco; sembra un ragazzo, probabilmente di origine nordafricana. La folla, assiepata al parapetto di via Partenope, lungomare di Napoli, segue con lo sguardo anche le ultime fasi del recupero. Quello che è accaduto, lo dovrà stabilire l'autopsia: se si è trattato di un omicidio, come mormora qualcuno, di un tragico incidente o, anche, di un gesto volontario.
Il cadavere è stato individuato intorno alle 10.30 di oggi, 9 luglio, da alcuni bagnanti alla rotonda di via Nazario Sauro; a pelo d'acqua, con la testa verso il fondo, a ridosso degli scogli, incastrato. Subito è partita la segnalazione alle forze dell'ordine, sul posto sono arrivati i sanitari del 118, la capitaneria di Porto, i vigili del fuoco e i carabinieri. Il corpo è stato individuato successivamente, quindi sono partite le operazioni di recupero.
Su via Partenope, mentre i sommozzatori sono al lavoro, proseguono le ipotesi. Qualcuno parla di un litigio con alcuni giovani stranieri, vittima e responsabili sarebbero stati tutti ubriachi. "Lo hanno buttato giù", dicono. Ma è una voce che gira, nessuno ha assistito. E forse quei giovani di cui parlano sono gli stessi che sono scesi anche alla rotonda in mattinata e che, raccontano da lì, "erano ubriachi e li abbiamo cacciati". Ma, quando si sono fatti vedere, il corpo era già in acqua. Alle loro spalle, alcune donne notano le decine di telefonini puntati verso l'acqua e urlano: "Smettetela di riprendere, non lo capite, il dolore?".
Quando finalmente il cadavere viene recuperato ha gli arti irrigiditi, probabile segno del rigor mortis e quindi indice che il decesso risalga a diverse ore prima. Dai primi accertamenti non emergono evidenti segni di violenza, età apparente di circa 30 anni. Qualche cicatrice sul dorso, sicuramente di ferite non recenti, e qualche lesione sul volto, che potrebbe, però, essere stata causata dall'impatto con gli scogli. L'esito del primo esame dovrà essere però confermato dall'autopsia: la permanenza in acqua potrebbe avere reso invisibili ferite recenti. E in acqua, probabilmente, quel ragazzo ci è rimasto parecchio. Potrebbe esserci caduto addirittura nella notte, magari scivolato: aveva ancora le scarpe.