La lettera della napoletana in vacanza in Montenegro: “Ombrellone e 2 lettini a 20 euro, a Napoli il doppio”
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Ombrellone e due lettini in prima fila, prezzo: 20 euro. Non a Marechiaro, non a Posillipo, ma sul versante sud del Montenegro, tra Kotor e Ulcinj. È qui che Valeria, napoletana d'origine e oggi residente a Roma, ha trascorso quest'estate le vacanze al mare, e da qui è partita la lettera che ha inviato a Fanpage, nel dibattito innescato da altri lettori per raccontare il confronto tra i prezzi delle spiagge italiane e quelli del Paese balcanico.
«Ombrellone e 2 lettini in prima fila 20 euro, prezzo non bassissimo ma ragionevole e soprattutto imparagonabile ai costi spiaggia di Napoli», scrive Valeria, citando come riferimento le zone di Marechiaro e Posillipo, sua città d'origine. Il paragone si estende anche a Roma, dove vive oggi: «Le spiagge più vicine sono ad Ostia, Fregene, Santa Marinella, Santa Severa, Sabaudia», spiega, «dove 2 lettini e un ombrellone costano mediamente 35-40 euro». La differenza, secondo Valeria, si fa sentire soprattutto per una famiglia con bambini. «Una giornata a mare con 2 figli», racconta, «laddove magari c'è anche l'obbligo di consumare presso lo stabilimento balneare senza poter introdurre pasti preparati a casa, ti può venire a costare anche 80-100 euro».
Non tutto il litorale italiano, però, finisce sotto accusa nella lettera. Valeria fa un'eccezione per le spiagge gestite dai lidi militari: «Difendo a Napoli Bacoli con i suoi lidi militari e a Roma Maccarese con i medesimi lidi militari, Marina, Aeronautica, Esercito», scrive, «perché, sebbene logisticamente distanti, vantano ancora gestioni piuttosto democratiche della spiaggia».
I prezzi più bassi di cui parla Valeria riguardano in particolare tre località: Kotor, Čanj e Velika Plaža, la lunga spiaggia sabbiosa di Ulcinj, nel sud del Paese. Zone ancora fuori dai circuiti del turismo più caro, ma che secondo Valeria potrebbero non restare tali a lungo: «Questi posti, ancora piuttosto democratici, potrebbero registrare incrementi di costo già dall'estate prossima, sul piano balneare come su quello gastronomico-ristorativo», scrive, collegando la previsione all'adozione ufficiale dell'euro da parte del Montenegro e a quella che definisce «un'espansione caotica e disordinata» e «un forte sviluppo edilizio che non sembra rispondere ad alcun piano regolatore». Una lettura che intreccia il tema, sempre più discusso, del caro-spiagge italiano con quello, altrettanto attuale, della trasformazione urbanistica delle coste balcaniche. Se la previsione di Valeria si confermerà, la prossima estate potrebbe essere l'ultima in cui il versante sud del Montenegro resta una meta低costo per chi, da Napoli come da Roma, cerca un'alternativa ai prezzi degli stabilimenti nostrani.