Guido Roviello, clochard ucciso di botte a Caserta: arrestato l’assassino
È unanime, da sinistra a destra, la condanna della politica e lo sgomento per la morte di Guido Roviello, il clochard ucciso di botte in pieno Centro a Caserta. Una città intera chiede che venga fatta giustizia per l'uomo, un ex cameriere che le difficoltà della vita avevano portato a vivere in strada, ai margini della società: Guido, però, veniva aiutato dalla Comunità Sant'Egidio e dalla mensa della chiesa di Nostra Signora di Lourdes, che sorge proprio dove il clochard ha trovato la morte.
Il video dell'aggressione a Guido diffuso sui social
Lo sgomento e l'indignazione della comunità casertana sono stati amplificati, nelle ultime ore, quando sui social è comparso il video del violento pestaggio di cui è stato vittima Guido Roviello. Le immagini mostrano il clochard, nella centrale piazza Sant'Anna, non molto distante dalla Stazione di Caserta e dalla Reggia, discutere con un uomo, che improvvisamente gli sferra un violento pugno in volto: Guido cade a terra e il suo aggressore si accanisce su di lui, prendendolo a calci, in faccia e al torace. Altri due pugni, sferrato al volto in rapida successione, e Guido giace esanime sull'asfalto. Soccorso dal personale del 118, il clochard è stato trasportato all'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano, dove purtroppo è deceduto. Individuato dai militari della Guardia di Finanza della vicina caserma, l'aggressore di guido è stato arrestato e si trova ora in carcere.
La condanna della politica
Unanime, come detto, la condanna bipartisan della politica. Agostino Santillo, del Movimento 5 Stelle, ha scritto sui social: "Chi ha massacrato Guido in piazza Sant'Anna deve pagare la sua responsabilità fino all'ultimo. Ma c'è un aspetto di questa tragedia che sconvolge altrettanto: il silenzio di chi ha assistito inerme a una violenza animalesca, per poi allontanarsi come se nulla fosse. Questo è un segnale di allarme gravissimo di una società che si sta ammalando e che si sta letteralmente animalizzando. È un degrado inaccettabile".
Gianpiero Zinzi, deputato della Lega e coordinatore regionale del partito, ha invece dichiarato: "Era una persona fragile, che aveva lavorato come cameriere e che le difficoltà della vita avevano portato ai margini. Nessuna giustificazione e nessun alibi: chi massacra un essere umano indifeso deve stare in galera".