A Napoli due gestori di bar e ristoranti su tre non pagano la tassa sui tavolini
Napoli è affollata di turisti, la città è piena di ristoranti e bar e i tavolini occupano gran parte dei marciapiedi del centro storico. Ma solo un gestore su tre paga la tassa di occupazione di suolo pubblico al Comune. Su 5,6 milioni accertati sulla Cosap nel 2025 per le attività di somministrazione, le riscossioni si sono fermate a 1,7 milioni di euro, pari al 31,6 per cento. C'è un buco, insomma, di circa 4 milioni. Leggermente meglio i dati per le altre tipologie di occupazione, come ad esempio i ponteggi per i lavori. Qui su 7 milioni dovuti, circa, gli incassi sono stati di 3,3 milioni (46,96%).
Questi i dati raccolti dal report del consigliere comunale Gennaro Esposito, che da anni monitora l'andamento dei conti pubblici del Comune di Napoli. "Davanti a percentuali di evasione astronomiche del canone di occupazione di suolo pubblico – commenta Esposito, che è anche presidente del Comitato per la vivibilità cittadina – ed a pochi mesi dalla scadenza del mandato elettorale della giunta Manfredi, non posso fare altro che manifestare la mia indignazione. Si può dire che le ho provate tutte per incrementare le entrate di questa tassa proponendo anche un regolamento per la sospensione e la revoca delle occupazioni di suolo pubblico commerciali agli evasori, ma non sono stato ascoltato".
C'è da dire che rispetto all'anno precedente si registra un lieve miglioramento delle riscossioni. Nel 2024 la riscossione della Cosap sulle attività di somministrazione era stata di circa 2 milioni su un accertato di 7,1 milioni di euro (28,3%). Nel 2025 si è riscosso quasi il 3 per cento in più. Il totale del dovuto nel 2024 è stato più alto di oggi, ma si usciva dal Covid e c'erano ampie deroghe per i tavolini. Nel 2023, su 6,9 milioni accertati, gli incassi erano stati di 2,3 milioni (34%).
Gli incassi dall'occupazione suolo nel 2026
E per il 2026 come sta andando? Al momento, i dati non sono ancora definitivi. Il Comune ha iniziato ad inviare la bollettazione relativa all'annualità in corso prima tramite pec e poi con gli avvisi scritti dalla seconda metà di agosto. Le scadenze di versamento sono state differite con la Deliberazione di Giunta Comunale 195 del 30 aprile al 31 agosto, 30 ottobre e 30 dicembre 2026: le rate di ottobre e dicembre non risultano pertanto ancora scadute. Quest'anno, peraltro, c'è stata la migrazione al nuovo sistema gestionale. Secondo i primi dati arrivati, al momento su 5,5 milioni di euro accertati per il 2026 sono stati riscossi circa 500mila euro, pari al 9,17%, per le attività di somministrazione, mentre per le altre tipologie di occupazione, su 6,5 milioni, gli incassi sono stati finora di 1,5 milioni (22,72%).