Sequestrata e violentata a Castellammare, il racconto dell’orrore: “Mi diceva di fingere di essere morta”

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A cura di Nico Falco
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Un 26enne è stato arrestato con l’accusa di avere rapito e violentato una 22enne a Castellammare di Stabia (Napoli); l’avrebbe portata in una cantina e le avrebbe detto: “Io stasera ti uccido”.

Nei messaggi le aveva parlato di una "casetta da giardino", dove sarebbero potuti stare qualche ora in tranquillità. Ma, quando lei ha raggiunto il luogo dell'appuntamento, l'ha portata in cantina e ha sbarrato la porta. "Tu non vedi dove stai? – le ha detto – questo non è un posto dove portare le ragazze, io stasera ti uccido". L'ha spogliata, l'ha costretta a un rapporto sessuale, mentre lei lo implorava di smettere. Le ha chiesto di simulare che stesse soffocando, poi le ha appoggiato delle travi di legno addosso e le ha chiesto di fingere di essere morta. E alla fine, quando si è deciso a lasciarla libera, le ha chiesto di non dire nulla a nessuno e, prima di farla uscire, l'ha abbracciata. È un racconto terribile, quello contenuto nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 26enne di Castellammare di Stabia (Napoli), accusato di violenza sessuale, lesioni personali e sequestro di persona pluriaggravati.

Il provvedimento è arrivato a seguito della denuncia di una 22enne, che il giorno dopo si è confidata con un amico, il quale l'ha spinta a rivolgersi al Pronto Soccorso e quindi alle forze dell'ordine. Le indagini sono state svolte dai carabinieri, il racconto della ragazza è stato ritenuto credente e coerente dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, Mariaconcetta Criscuolo, che ha emesso la misura eseguita questa mattina, 14 settembre.

Nelle venti pagine di ordinanza vengono ricostruite quelle ore, dalle 21 circa del 2 agosto 2026 fino alle 00.30 del giorno successivo, lunedì 3 agosto. I due, secondo il racconto della 22enne, si erano conosciuti su Instagram e, dopo avere parlato su quel social, avevano continuato a farlo su WhatsApp. Quella domenica si erano accordati per vedersi in serata, lui aveva proposto di incontrarsi vicino alla sua abitazione, sul corso Alcide De Gasperi di Castellammare di Stabia, parlando di una "casetta da giardino". Quando la giovane è arrivata, però, l'ha portata nella cantina di un condominio. Entrando, si è fatto dare il cellulare, col pretesto di usarlo per fare luce. E, appena dentro, ha sbarrato l'ingresso con un termosifone abbandonato.

Subito dopo il giovane si sarebbe spogliato e avrebbe spogliato anche lei, costringendola anche con schiaffi ad un rapporto sessuale. E in quei momenti sarebbe avvenuto anche l'episodio delle piccole assi di legno: le avrebbe appoggiate sul torace della ragazza, senza spingerle, e le avrebbe detto "fa' finta di essere morta", per poi continuare ad abusare di lei, anche prendendola a calci mentre era a terra, "non in maniera fortissima ma nemmeno piano, li ho sentiti e mi hanno fatto male". Dopo il ragazzo le avrebbe chiesto nuovamente di non dire a nessuno quello che era successo, perché, a suo dire, non dovevano far sapere "i fatti loro" alla gente. E, verso le 00:30, avrebbe deciso di lasciarla libera, dicendo che si era fatto tardi. E quindi avrebbe spostato il termosifone, l'avrebbe abbracciata e l'avrebbe fatta uscire.

Tornata in macchina, prosegue il racconto, la 22enne ha provato a contattare un amico, che però non le ha risposto perché probabilmente dormiva. Si sono sentiti il giorno successivo e lui l'ha convinta ad andare in ospedale, dove si è recata accompagnata anche da un terzo ragazzo. Ha quindi contattato un centro antiviolenza di Gragnano e si è accordata con una operatrice per andare dai carabinieri a sporgere denuncia. La gip, nell'ordinanza, ha motivato la custodia cautelare in carcere sottolineando la pericolosità sociale del 26enne e il concreto rischio di reiterazione del reato. Il ragazzo è stato arrestato questa mattina dai carabinieri della stazione di Sant'Antonio Abate.

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