Conosce una ragazza sui social, la sequestra in cantina e la violenta: arrestato a Castellammare

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A cura di Nico Falco
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I carabinieri hanno arrestato un 26enne di Castellammare di Stabia: avrebbe sequestrato una ragazza in una cantina per ore e l’avrebbe picchiata e violentata.

Si erano conosciuti sui social. Qualche scambio di battute, l'accordo di vedersi. E, quando si sono incontrati, è cominciato un incubo: lui l'ha tenuta sequestrata per diverse ore in una cantina isolata, l'ha immobilizzata, picchiata e violentata. Storia terribile, che arriva da Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, e che si è conclusa con l'arresto di un 26enne del posto: dovrà rispondere di violenza sessuale, lesioni personali e sequestro di persona pluriaggravati.

La vittima è una ragazza poco più che maggiorenne che, una volta libera, si è confidata con persone a lei vicine e nei giorni successivi ha sporto denuncia; il suo racconto ha trovato riscontro nei referti medici ospedalieri e nei rilievi fotografici effettuati dalla polizia giudiziaria.

I fatti risalgono alla notte tra il 2 e il 3 agosto. I due, ha raccontato la ragazza, si erano conosciuti su un social network. Il 26enne le avrebbe poi proposto di incontrarsi e, con l'inganno, sarebbe riuscito a farla entrare in una cantina isolata, situata in un condominio del corso Alcide De Gasperi, a Castellammare di Stabia. E avrebbe sbarrato l'unica porta di ingresso con un grosso termosifone, impedendole di uscire.

Nonostante le suppliche e i tentativi di difesa, il ragazzo avrebbe costretto la giovane a subire ripetute e gravi violenze fisiche ed atti sessuali, picchiandola e minacciandola di morte, ed avrebbe usato delle travi di legno per immobilizzarla. L'avrebbe lasciata libera solo dopo alcune ore, in piena notte.

Il racconto della vittima è stato ritenuto chiaro, dettagliato e pienamente coerente dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, che ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, sottolineando la pericolosità sociale dell'indagato e il concreto rischio di reiterazione dei reati. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina, 14 settembre, dai carabinieri della stazione di Sant'Antonio Abate.

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