Arrestato il fratello del capoclan Pagano: due mesi di latitanza cambiando spesso covo

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A cura di Nico Falco
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Dopo due mesi di latitanza è stato arrestato Vincenzo Pagano, fratello del boss Cesare; è accusato di avere imposto una estorsione a due fratelli imprenditori di Casavatore (Napoli).

In questi due mesi, in cui i carabinieri non avevano smesso di seguire le sue tracce, aveva spesso cambiato nascondiglio. Ma la fine della latitanza per Vincenzo Pagano, fratello del capoclan Cesare, è arrivata ieri mattina: i militari dell'Arma lo hanno bloccato in un'abitazione di Casavatore, in provincia di Napoli. Sulla sua testa, una ordinanza di custodia cautelare in carcere per estorsione: avrebbe fatto parte del gruppo che avrebbe vessato due imprenditori.

Gli arresti erano scattati lo scorso 20 giugno. In manette erano finite tre persone, ritenute legate agli Amato-Pagano, ovvero gli "Scissionisti di Secondigliano", e al clan Ferone. Vittime, due fratelli di Casavatore: secondo la ricostruzione degli inquirenti, nei mesi precedenti erano stati minacciati da alcune persone legate al clan, che avevano chiesto soldi e altro e, in particolare, la loro automobile; i due sarebbero stati anche picchiati. Nel fascicolo anche le riprese di alcune telecamere di sorveglianza, che avevano ripreso gli incontri tra gli estorsori e gli imprenditori.

Quando i carabinieri avevano eseguito l'ordinanza, però, Vincenzo Pagano, 62 anni e ritenuto elemento di vertice del clan, era riuscito a sottrarsi. E da quel momento aveva cominciato a scappare. Sulle sue tracce, i carabinieri di Casoria, nell'ambito di indagini dirette dal capocentro della Dia di Napoli, Antonio Galante, e coordinate dalla Direzione Investigativa Antimafia (procuratore aggiunto Michele Del Prete). Il blitz è scattato ieri mattina, 26 agosto; l'accusa di cui dovrà rispondere, insieme agli altri indagati, è di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

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