La Svizzera alle urne domenica 27 settembre per votare l'iniziativa popolare “Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)” lanciata dal Partito popolare svizzero (SVP/UDC) che chiede la fine della libera circolazione delle persone con l'Unione Europea. Un voto che preoccupa gli 80mila emigrati campani che attualmente vivono in Svizzera, su un totale di oltre 620mila italiani nel Paese elvetico secondo i dati Aire del 2019. Per i promotori del Sì, l'attuale regime di libera circolazione toglierebbe posti di lavoro agli svizzeri, comprimendo i salari, facendo aumentare gli affitti e affollando i trasporti pubblici. Per i sostenitori del No, riuniti nel Comitato Unitario per la Libera Circolazione, la fine degli accordi bilaterali metterà in ginocchio l'economia Svizzera, portando al fallimento centinaia di imprese, soprattutto piccole.

Ricciardi: “La Svizzera senza italiani non esisterebbe”

“Se passa il Sì – avverte Toni Ricciardi, storico dell'emigrazione italiana in Svizzera e sostenitore del No – significherebbe tornare indietro di 20 anni, allo statuto degli stagionali. Con contratti precari di 9 mesi rinnovabili ogni anno. Sarebbe la fine della mobilità europea. Centinaia di giovani italiani e di altri Paesi non potrebbero più venire in Svizzera per dare il loro contributo per la ricerca da dottorandi o la loro esperienza lavorativa altamente specializzata. Oggi la Svizzera è un paese aperto al mondo. Un cittadino su 8 è nato all'estero, il 6% della popolazione è straniera. La Svizzera senza gli stranieri non esisterebbe”.

In Svizzera 80mila emigrati dalla Campania

La Campania, con 80.272 emigrati, è la seconda regione d'Italia per cittadini italiani iscritti all'Aire (Anagrafe Italiani residenti all'estero) residenti in Svizzera, dietro la Lombardia a 103.209 e davanti a Puglia (75.615) e Sicilia (73.469), secondo i dati Aire nel rapporto Migrantes 2019. Per gli emigranti campani – 507.021 i campani iscritti all'Aire in totale in Italia, pari all'8,7% nazionale su 5,3 milioni di iscritti – la Svizzera rappresenta la seconda meta di destinazione (15,8%), superata solo dalla Germania con 88.043 emigrati (17,4%). A livello nazionale la Svizzera è al terzo posto nel 2019 nella Graduatoria dei primi 25 Paesi di emigrazione, dietro Argentina (842mila) e Germania (764mila). In molti casi si tratta di persone emigrate decine di anni fa, che in Svizzera oggi lavorano e producono. Medici, infermieri, professionisti, ricercatori universitari, pizzaioli e ristoratori. Ma anche emigrati di nuova generazione. Solo nel 2019, 10.265 italiani sono emigrati in Svizzera.

L'iniziativa popolare contro la libera circolazione

L’iniziativa popolare “Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)” è partita nell'agosto del 2018, quando i comitati promotori hanno cominciato a raccogliere le firme. Il 20 dicembre scorso, con Decreto Federale, l'iniziativa è stata messa al voto. Anche se l’Assemblea federale ha raccomandato “al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa”. Si va alle urne domenica 27 settembre. Se passa il Sì, la Costituzione federale sarà modificata. L'articolo 121 b introdurrà l'“Immigrazione senza libera circolazione delle persone”. La Svizzera disciplinerà “autonomamente l’immigrazione degli stranieri”. Non potranno “essere conclusi nuovi trattati internazionali o assunti altri nuovi obblighi internazionali che accordino una libera circolazione delle persone a cittadini stranieri” e “i trattati internazionali e gli altri obblighi internazionali in vigore” non potranno “essere adeguati o estesi”. Gli accordi sulla libera circolazione cesseranno entro un anno. Contro l'iniziativa popolare si è schierato il Comitato Unitario per la Libera Circolazione, che sostiene il No, al quale hanno aderito, tra gli altri, Partito Democratico, UNIA, ACLI, ANPI, APIZ, Comitato XXV Aprile, ECAP, Fabbrica di Zurigo, FCLIS, MODC, SED, IV, RedLab, Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera, SPI CGIL.