Focolaio di Covid al Convento delle suore Carmelitane Scalze di Santa Maria ai Monti a Napoli, nella zona dei Ponti Rossi. Sono circa una decina le sorelle che sarebbero risultate positive al Coronavirus. Il focolaio, confermato da fonti della Curia di Napoli a Fanpage.it, si è verificato una ventina di giorni fa e subito sono partiti i soccorsi e l'assistenza per la piccola comunità religiosa. Le suore sono già in via di guarigione. E al momento il focolaio si sta spegnendo. Si tratterebbe dell'unico focolaio per le suore di clausura attivo al momento in città, secondo fonti della Curia, ma la pandemia, purtroppo ha colpito anche altri religiosi ed è diffusa come nel resto della città.

Suor Raffaella, prima vittima religiosa del Covid a Napoli

I sacerdoti e i diaconi sono in prima linea contro il Covid per i momenti di incontro con i fedeli e le famiglie e, secondo fonti interne alla Curia, sarebbero diversi i casi di Covid positivi. Purtroppo si registrano anche dei decessi. La prima vittima del Covid19 a Napoli, purtroppo, è stata Suor Raffaella Costanzo, deceduta in ospedale il 25 marzo scorso, nel giorno dell'Annunciazione, all'età di 72 anni, dopo 50anni di vocazione, consacrata della congregazione delle suore di Maria Santissima Addolorata.

Focolaio nel monastero delle Carmelitane Scalze

Sarebbero 9 le sorelle risultate positive al tampone per il Coronavirus al Monastero delle Carmelitane Scalze di Santa Maria ai Monti ai Ponti Rossi. Come si fa a contrarre il Covid mentre si è in clausura, senza contatti con l'esterno del convento? Bisogna considerare che anche le suore di clausura sono sottoposte a controlli medici che possono avvenire in ambulatori o centri esterni al convento per motivi di necessità. Così come ci sono i contatti con l'esterno durante i rifornimenti per gli approvvigionamenti al Convento. Casi che poi possono diventare occasione per contrarre la malattia virale. Un caso analogo in queste ore si è verificato anche a Nocera, dove nel monastero di Santa Chiara 7 suore di clausura sarebbero risultate positive al Covid19. Gli istituiti religiosi, poi, sono autonomi sul piano comportamentale e gestionale e solo in casi particolarmente gravi si richiede l'assistenza della Curia. Come si fa per l'assistenza in clausura? In casi come un focolaio di Covid l'assistenza primaria alla salute diventa una necessità: la vita è sacra, infatti, e va salvaguardata sempre.