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Storia del Teatro Sannazaro di Napoli, la bomboniera di Chiaia: da Luisa Conte all’incendio di oggi

Una lunga storia iniziata il 26 dicembre 1847, proseguita per tutto il Novecento, tra i grandi del teatro napoletano e una protagonista indiscussa: Luisa Conte.
A cura di Redazione Napoli
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Che cos'è la bomboniera? È qualcosa di delizioso fra cose normali. Qualcosa di bellissimo e curato, un regalo per gli occhi e un ricordo di cose belle. E questo è il teatro Teatro Sannazaro, («Sannazaro con una zeta, non due» ammoniva il maestro Riccardo Pazzaglia). Via Chiaia 157, ha come vicini la Chiesa di Sant'Orsola e una "banca dell'acqua" un chiosco di bibite, diventato famoso per la sua «limonata a cosce aperte».

Il  Teatro Sannazaro di Napoli, «'a bumbiniera» il giorno di Santo Stefano del 2027, avrebbe celebrato 180 anni dalla sua inaugurazione, avvenuta il 26 dicembre 1847. Il progetto porta la firma di Fausto Niccolini, figlio dell’architetto Antonio, su incarico di don Giulio Mastrilli, duca di Marigliano. La prima rappresentazione fu "La petite Marquise" di Henri Meilhac, messa in scena dalla compagnia Le Roy-Clarence. Impreziosito dagli stucchi e dalle decorazioni dorate realizzate da Vincenzo Paliotti, il teatro venne presto definito dalla critica «un elegante salotto cittadino», dedicato alla grande prosa e alla tradizione teatrale napoletana.

Nel corso degli anni il palcoscenico del Sannazaro ha ospitato alcune delle figure più importanti della scena italiana, dalla Divina Eleonora Duse, la musa di Gabriele D'Annunzio a Tina Di Lorenzo, da Ermete Novelli a Emma Gramatica, fino ad Antonio Gandusio e Ruggero Ruggeri. Luogo d'arte e anche d'innovazione tecnologica: correva l'anno 1888 e il "Sannazaro" fu il primo teatro napoletano a dotarsi di illuminazione elettrica. L'anno successivo accolse la prima di "Na Santarella" di Eduardo Scarpetta, che proprio qui concluse la sua carriera con "’O miedeco d’ ’e pazze".

Arriva il Novecento, il «secolo breve» e il teatro di Chiaia vede passare anche Eduardo, Peppino e Titina: i fratelli De Filippo iniziarono a costruire il proprio percorso artistico anche da lì e al Sannazaro che il giovane Eduardo incontrò per la prima volta Luigi Pirandello: la poetica dello scrittore premio Nobel lo influenzò profondamente negli anni a venire. Negli anni Trenta, tra guerre e carestia bellica, la struttura entra in una fase di declino e diventa un cinema.

Il teatro Sannazaro vede la negli rinascita a partire da anni Sessanta grazie a Nino Veglia e Luisa Conte.  Anno 197:1 il sipario si rialza con la Compagnia Stabile Napoletana e lo spettacolo "Annella di Portacapuana". Dopo la scomparsa di Veglia, la guida del teatro passò a Luisa Conte e successivamente alla nipote Lara Sansone e al genero Mario Sansone, che hanno proseguito il lavoro artistico mantenendo viva la tradizione e dedicando la compagnia alla storica direttrice. Tantissimi gli artisti che hanno calcato quel palco:  Leopoldo Mastelloni, Gino Rivieccio, Peppe Barra, Biagio Izzo e Lina Sastri. Un mondo oggi sotto choc.

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