Spari dagli scooter a Somma Vesuviana, denunciati tre giovani: le “stese” con una pistola a salve

Avatar autore
A cura di Nico Falco
Immagine
Il materiale sequestrato a Somma Vesuviana (Napoli)
Si sarebbero resi responsabili degli episodi del 16 e del 18 ottobre tra le strade del comune del Napoletano, due di loro sono minorenni.

"Every day we have the chance to win", ogni giorno abbiamo la possibilità di vincere: è il motto che uno dei tre portava ricamato sul retro del giubbotto, finito sotto sequestro insieme a un paio di scarpe e a una pistola a salve, di quelle indistinguibili dalle armi vere. Si chiude così la vicenda delle "stese" a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, che avevano fatto ripiombare nel terrore i residenti, timorosi di essere finiti al centro di una nuova guerra di camorra: a premere il grilletto, secondo i carabinieri, sono stati tre giovanissimi del posto.

I tre, due dei quali minorenni, sono stati individuati nel corso delle indagini avviate dopo due sparatorie registrate nel comune del Vesuviano nei giorni scorsi: il primo episodio risale al 16 ottobre, quando erano stati segnalati colpi di pistola esplosi da alcuni giovani che sfrecciavano in scooter. Due giorni dopo, stessa scena: 18 ottobre, le segnalazioni erano arrivate dalle strade vicine alla chiesa di Santa Maria del Pozzo, nella circostanza i carabinieri avevano rinvenuto sull'asfalto due bossoli a salve.

Per risalire ai tre i militari hanno visionato ore di registrazioni delle telecamere di sorveglianza, alla ricerca di riscontri ai racconti dei testimoni, e hanno vagliato i dati dei lettori di targa. Fino a quando hanno trovato uno scooter il cui tragitto era compatibile con quello dei responsabili. Altri elementi sono arrivati dall'abbigliamento, tra cui quello finito sotto sequestro. E il cerchio si è chiuso quando, nel corso della perquisizione a casa di uno dei sospetti, è saltata fuori anche la pistola: un'arma scenica, che riproduce fattezze e dimensioni di una Glock.

I tre sono stati denunciati a piede libero per esplosioni pericolose. Le motivazioni, per il momento, non sono ancora chiare. Gli indagati non risultano legati alla criminalità e non sarebbero emersi elementi tali da ritenere che quegli spari fossero un atto intimidatorio da inquadrare in scontri tra gruppi. Il movente, per ora, resta sconosciuto. E non si esclude che possa essersi trattato di una "bravata".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views