Tifoso del Portici in coma, il 19enne reo confesso: “Mi puntava un coltello e l’ho colpito con la mazza ferrata”
Non sarebbe stato lui a far partire l'aggressione, ma si sarebbe difeso: Mario Spedaliere gli avrebbe puntato un coltello contro il viso e lui avrebbe afferrato una mazza nascosta nelle vicinanze e l'avrebbe colpito alla testa. È la versione, al momento al vaglio degli inquirenti, che ha fornito ai carabinieri Emanuele Alfano, puteolano classe 2007, reo confesso per il ferimento del tifoso del Portici che ora è in coma in ospedale e lotta tra la vita e la morte.
Si tratta, è bene specificarlo, di una ricostruzione che dovrà essere accertata: al momento non c'è nessuna traccia di un coltello usato durante gli scontri tra i tifosi e non ci sono riscontri sul fatto che Spedaliere fosse armato. Alfano è uno degli otto indagati per il ferimento del 34enne, avvenuto dopo l'incontro di calcio tra la Puteolana 1902 e il Portici 1906 che si è tenuta domenica 25 ottobre, valevole per il campionato di Eccellenza; i reati contestati dalla Procura sono di rissa e lesioni gravissime anche se, alla luce della confessione, potrebbe aggiungersi anche il tentato omicidio.
Secondo la versione del 19enne, ci sarebbero state delle frizioni anche durante la partita, nello stadio Arturo Conte di Pozzuoli: i tifosi della squadra avversaria avrebbero ripetutamente preso in giro quelli locali, e avrebbero detto a più riprese che li avrebbero aspettati all'esterno alla fine dell'incontro. Una volta fuori, i supporter del Portici si sarebbero ritrovati nella zona Fiat e le due tifoserie sarebbero entrate in contatto. A questo punto, secondo la versione del giovane riportata dal Mattino, ci sarebbe stato l'episodio del coltello: con la lama puntata verso il volto, Alfano si sarebbe "ricordato che in quella zona c'era una mazza con la punta ferrata", l'avrebbe presa e avrebbe sferrato il colpo alla testa del giovane armato che aveva di fronte.
Nella notte scorsa i militari dell'Arma e la Polizia di Stato hanno arrestato in flagranza differita otto persone, tra cui tre minorenni; l'operazione è scattata dopo indagini lampo della Procura e della Procura per i Minorenni (coordinate dai pm Siracusa e Regine), delegate al commissariato di Pozzuoli, ai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli e alla Digos.