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Spari alle giostrine: l’assalto al clan Troncone da Bagnoli e Fuorigrotta, ore contate per i killer

La Polizia avrebbe riconosciuto alcuni dei componenti del gruppo che giovedì sera ha aperto il fuoco in piazza Italia, a Fuorigrotta, ferendo una 49enne per errore.
A cura di Nico Falco
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Il parchetto dove è c'è stato il ferimento, a Fuorigrotta
Il parchetto dove è c'è stato il ferimento, a Fuorigrotta

La mala di Fuorigrotta, quella di Bagnoli, anche i gruppi di Cavalleggeri: la sparatoria del 4 aprile in piazza Italia, nella quale è rimasta ferita una mamma che era al parco con la figlia di 11 anni, sarebbe il frutto delle fibrillazioni che ormai da mesi si registrano nella periferia occidentale di Napoli e che sarebbero culminate nel litigio a pochi passi dalle giostrine e in quel colpo di pistola. Un segnale di allarme estremo: traiettoria bassa, altezza coscia, che però equivale alla testa di un bambino. Chi ha sparato, però, avrebbe le ore contate: alcuni dei componenti del gruppo sarebbero stati riconosciuti.

Al vaglio degli investigatori, anche un possibile collegamento: pochi minuti dopo il raid in piazza Italia un uomo è stato ferito col calcio di una pistola in via Rossetti, a circa un chilometro di distanza. La vittima ha detto di essere stata aggredita da uno sconosciuto col volto coperto da un casco integrale, ma sulla sua versione sono in corso accertamenti.

Gli scontri tra i clan a Fuorigrotta

Gli equilibri di camorra sono labili, altalenanti. Si creano alleanze e con la stessa facilità si distruggono. L'imperativo è uno: "Chi sta fuori, comanda". Ed è così che, ad ogni pioggia di manette, la "politica" dei clan si rimescola e capita che vecchi "amici" si ritrovino l'uno contro l'altro. Ed è proprio quello che sarebbe avvenuto nella periferia Ovest di Napoli, in particolar modo dopo l'arresto di Vitale Troncone, presunto boss del gruppo che porta il suo cognome, e del figlio Giuseppe.

Lo scenario sarebbe rapidamente cambiato, portando a unioni o "collaborazioni" inedite e per certi versi imprevedibili: alcuni appartenenti al gruppo Zazo, egemone nella zona di via Campegna e storicamente longa manus del cartello dei Mazzarella su Fuorigrotta, si sarebbero "girati" e sarebbero passati dal lato del clan Esposito di Bagnoli, espressione nell'area Ovest del clan Licciardi, in quota Alleanza di Secondigliano. Personaggi legati a queste due cosche sarebbero stati visti giovedì pomeriggio in piazza Italia proprio nei momenti del litigio, che sarebbe avvenuto con affiliati al clan Troncone.

La sfilata armi in pugno a Bagnoli

E c'è un altro episodio, forse non direttamente collegato a quello di mercoledì ma che costituisce un tassello importante per ricostruire l'aria di tensione nell'area flegrea: il 6 settembre scorso un gruppo di giovani sfilò tra le strade di Bagnoli mostrando le armi. La "paranza" non esplose nemmeno un colpo, ma fece in modo di farsi vedere. Un messaggio, insomma. Che, secondo le indagini, sarebbe stato destinato alla mala del quartiere e sarebbe partito da Fuorigrotta.

Alto impatto a Fuorigrotta, sequestrate due pistole

Ieri mattina Fuorigrotta, Cavalleggeri e le aree limitrofe sono state teatro di una operazione "Alto Impatto" della Polizia di Stato: controlli a tappeto e perquisizioni, che hanno portato anche al ritrovamento di due pistole, nascoste in intercapedini nei muri al Rione Lauro, entrambe con matricola abrasa e munizioni. Nel corso delle operazioni sarebbero stati sottoposti a controlli anche diversi pregiudicati ritenuti legati ai gruppi di camorra di Napoli Ovest.

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