Si rifiuta di spacciare droga per loro, il gruppo criminale gli incendia le auto: tre fermi a Battipaglia
Si era rifiutato di spacciare stupefacenti per conto loro e così prima gli avevano imposto un pagamento di 500 euro a settimana e, quando aveva smesso di pagare, gli avevano distrutto tre automobili. È il retroscena, ricostruito dai carabinieri, dell’incendio divampato lo scorso 4 agosto in un cortile condominiale di Battipaglia, in provincia di Salerno; per la vicenda sono state sottoposte a fermo tre persone, tutte originarie della Piana del Sele: sono gravemente indiziate, a vario titolo, di estorsione consumata, tentata estorsione e incendio, tutti in concorso e aggravanti dal metodo mafioso.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Salerno, nasce da quell’incendio, divampato nella notte del 4 agosto in un piazzale condominiale di via Carmine Turco, a Battipaglia; nella circostanza le fiamme avevano distrutto tre automobili, di proprietà di un 52enne di Eboli e di un suo familiare convivente. Dagli accertamenti è emerso che, a partire dal gennaio 2026, l’uomo sarebbe stato vittima di numerose intimidazioni per costringerlo a vendere droga per conto di un gruppo criminale di cui farebbero parte gli indagati.
Lui si sarebbe rifiutato e gli avrebbero chiesto i soldi: duemila euro al mese fissi e delle somme di denaro come “pizzo”. Il 52enne avrebbe versato soltanto 450 euro, divisi in tre tranches, a giugno avrebbe smesso di pagare e ad agosto ci sarebbe stata la ritorsione dell’incendio.
Il rogo, ritengono gli inquirenti, sarebbe stato commissionato dal capo del gruppo criminale che, pur essendo agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in provincia di Campobasso, avrebbe continuato a minacciare tramite social con profili falsi; l’incendio sarebbe stato appiccato da due complici, uno dei quali, l’esecutore materiale, avrebbe agito dietro la promessa di 5 grammi di crack.
Dopo quell’episodio ci sarebbero state ulteriori minacce. Il 7 agosto uno dei complici avrebbe inviato un messaggio alla vittima: “Da oggi in poi guardati bene bene perché all’improvviso arrivo”. Inoltre, il 52enne avrebbe litigato con l’autore materiale, indicato come tale dal suo stesso fratello; il mandante avrebbe quindi inviato un messaggio vocale su WhatsApp al fratello del complice in cui lo minacciava di sparargli alle gambe e rivendicando sia il controllo criminale assoluto sia il “coprifuoco” nel territorio di Battipaglia.