Chiuso il bar davanti al carcere di Poggioreale: specializzato nei “servizi ai detenuti”, era tutto abusivo
Il nome sembra un gioco di parole col carcere che si trova proprio davanti ma, che fosse volontario o meno, il proprietario dell’”Angolo della Libertà” aveva davvero sfruttato quella posizione per creare un business alternativo: una serie di servizi legati ai detenuti, tra spedizione pacchi e deposito di borse e telefoni dei parenti prima dei colloqui. Affari bloccati dai carabinieri della Compagnia di Poggioreale: non era illegale soltanto “l’hub multiservizi”, ma anche la stessa attività di bar.
Il bar, ora chiuso e sotto sigilli, si trova proprio davanti al carcere di Poggioreale, lungo via Nuova Poggioreale. Secondo quanto documentato dai militari dell’Arma, l’attività era stata ricavata in locali adibiti a uso abitativo, e non era stata concessa nessuna autorizzazione per il cambio e per ospitare attività commerciali. In altre parole, era tutto abusivo. Al titolare sono state notificate sanzioni per oltre 7mila euro.
Ma il particolare più curioso è quello dell’ “hub multiservizi”, anche questo ricostruito dai carabinieri. L’ingresso del bar si trova proprio di fronte a quello della Casa Circondariale, una posizione che gli ha garantito la frequentazione da parte dei familiari che arrivavano per i colloqui con i detenuti. E, con tutta probabilità, proprio questo deve avere fatto scattare la scintilla, lo spunto imprenditoriale: nell’ “Angolo della Libertà” venivano offerti servizi di spedizione pacchi, storage di zaini e borse, anche il deposito dei cellulari. Le tariffe erano basse, ma funzionava sulla quantità. Specialmente il mercoledì, giorno dei colloqui e di maggiore afflusso dei clienti. E tutto, sebbene abusivo, veniva ampiamente pubblicizzato con locandine in loco e post sui social.