Segreteria Pd Campania, prima riunione e gruppo Whatsapp. De Giovanni: “Dopo aver accettato ho ricevuto insulti”

La nuova segreteria del Partito Democratico della Campania targata Piero De Luca si è insediata oggi quasi al completo: dei venti componenti nominati qualche giorno fa ne mancavano due all'appello per impegni pregressi o temporanei impedimenti (Anna Riccardi e Camilla Sgambato). Presentazioni uno ad uno, in rigoroso ordine alfabetico, qualche cenno agli intendimenti futuri; laconico il segretario regionale, anche nella dichiarazione finale rilasciata alla stampa: «Siamo estremamente soddisfatti ed orgogliosi. È una squadra autorevole, plurale, aperta. Al lavoro».
Ma perché è così importante in questa fase la segreteria del Pd regionale? Presto detto: i Dem sono il partito di maggioranza in Regione Campania, al Comune di Napoli, Città metropolitana e governano molte altre amministrazioni chiave (grossi centri urbani, altri capoluoghi di provincia). Entrare, in questa fase, nell'esecutivo regionale, può significare sedere in sala d'attesa aspettando il 2027, anno cruciale: ci saranno le elezioni Politiche e quelle nella città di Napoli.

Tornando alla riunione, in un gruppo con numerosi politici, divisi peraltro in correnti e sottocorrenti, molti erano incuriositi dall'intervento di Maurizio de Giovanni, lo scrittore e sceneggiatore napoletano a sorpresa nominato nella segreteria del Partito Democratico della Campania con delega a Memoria e Cultura. De Giovanni, ben visto sia dall'area deluchiana (da Piero ma anche dal padre, l'ex governatore Vincenzo) che dalla segretaria nazionale Elly Schlein, è entrato in squadra come civico, visto che non ha tessera di partito.
Lo scrittore – che si dimetterà dalla Fondazione Premio Napoli – ha confermato di non aver intenzione di candidarsi ad alcuna tornata elettorale futura. Nel raccontare, del resto è il suo mestiere, le ore immediatamente successive la notizia della sua nomina, ha spiegato di aver ricevuto sui social network «insulti per questa scelta», aggiungendo subito dopo che anche per questo si è convinto che «probabilmente era la scelta giusta». Plauso alla scelta dell'intellettuale napoletano, poi, a turno, tutti i diciotto si sono presentati. Come ogni nuovo team che si rispetti – in piena prassi Pd – c'è anche il gruppo Whatsapp, creato immediatamente.
E chissà se nel gruppo si discuterà anche degli esclusi dalla segreteria. Della componente di minoranza del provinciale di Napoli, quella che fa riferimento ad Enza Amato, presidente del Consiglio comunale partenopeo, ad esempio, non vi è traccia. Contattata da Fanpage, Amato evita ogni polemica diretta col partito. «La segreteria regionale del Pd? I nomi li ho letti dai giornali. Che dire, se non in bocca al lupo a tutti i componenti».