Non smette di stupire il Parco Archeologico di Pompei, non soltanto i visitatori – il Parco è attualmente chiuso a causa della pandemia di Coronavirus – ma anche i ricercatori e gli archeologi che quotidianamente studiano ed esplorano la città romana sepolta da lava e cenere durante l'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. L'ultimo regalo degli Scavi di Pompei è il ritrovamento di due corpi pressoché intatti: si tratterebbe di due uomini, precisamente uno schiavo e il suo padrone; il primo, infatti, sembrerebbe già piegato in due dalla fatica dei lavori pesanti a cui è sottoposto, mentre il secondo – un uomo di circa 40 anni – è invece avvolt0 in un pesante mantello di lana, che sottolineerebbe la sua condizione agiata.

"Una scoperta davvero eccezionale perché per la prima volta dopo più di 150 anni dal primo impiego della tecnica è stato possibile non solo realizzare calchi perfettamente riusciti delle vittime, ma anche indagare e documentare con nuove tecnologie le cose che avevano con sé nell’attimo in cui sono stati investiti e uccisi dai vapori bollenti dell’eruzione" ha dichiarato all'Ansa Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei.

I due copri perfettamente conservati sono stati ritrovati nella villa suburbana di Civita Giuliana, una grande domus alla periferia di quella che era la città distrutta dall'eruzione, che già nel 2018 regalò un'altra grande scoperta: i resti di un cavallo, bardato e pronto probabilmente per fuggire dalla cenere e dalla lava. Quello del 2018, in realtà, è il terzo cavallo ritrovato dagli archeologi nell'area della Civita Giuliana.