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Elezioni amministrative Napoli 2021

Candidato sindaco a Napoli, il centrosinistra ribolle. De Luca vuole Manfredi, ma la fuga in avanti non piace

Sindaco di Napoli. Il candidato del centrosinistra è psicodramma. Il nome dell’ex rettore e ministro Gaetano Manfredi è quello gradito a Vincenzo De Luca che cerca di tirarlo per la giacchetta. Ma non è ancora detta l’ultima parola per Roberto Fico (che non piace al governatore). Sandro Ruotolo: “Basta fughe in avanti”. Ma la sintesi politica fra un coacervo di liste trasformerà le Comunali partenopee in uno zuppone. Ruotolo: “Niente fughe in avanti”
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In primo piano De Luca e Manfredi
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«Nessuna fuga in avanti», sbotta stamattina Sandro Ruotolo, giornalista, senatore del Gruppo Misto eletto a Napoli in un momento di "celeste corrispondenza d'amorosi sensi" tra Partito Democratico e Movimento cinque Stelle. Gli stessi che oggi invece sul tema del candidato a sindaco di Napoli per le elezioni d'autunno sono in fase di stallo. O meglio, di stallo alla messicana.

Da Mario Casillo a Lello Topo, signori dei consensi Pd a Napoli ma soprattutto da Vincenzo De Luca, è stata impressa una accelerata sul candidato. In sintesi: il presidente della Regione Campania  ha ipotecato l'ex rettore ed ex ministro Gaetano Manfredi quale candidato alle prossime Amministrative partenopee.

Apriti cielo: perché in realtà continuano le pressioni per candidare Roberto Fico. Ma l'attuale presidente della Camera, figura storica dei Cinque Stelle, non ha per così dire, ricevuto il "semaforo verde" dal Quirinale. Lasciare la terza carica dello Stato e tornare a Napoli in pieno semestre bianco, in un periodo così complesso e dagli equilibri fragili non solo nelle forze di governo ma nello stesso Movimento, è possibile per Fico? «Non tiriamolo per la giacchetta» dice oggi Luigi Di Maio: «Le due forze politiche stanno dialogando, io chiedo di fare presto».

Poi c'è Enzo Amendola: ex ministro, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei, Amendola si sta ritagliando un ruolo di prestigio e rispetto internazionale sotto l'occhio di Mario Draghi.
E perché tornare a Napoli, in una situazione difficile anche finanziariamente per la città, senza garanzie di autonomia? Finire alle dirette dipendenze di don Vincenzo dopo aver speso anni per sottrarsi al pantano partenopeo?

Sullo sfondo, il frastagliato centrosinistra che va oltre il binomio Pd-M5s. Resta candidata Alessandra Clemente, sponsorizzata dal sindaco uscente Luigi De Magistris ma rimasta senza un pezzo importante. Qualche giorno fa si è infatti candidato Sergio D'Angelo, il capintesta delle cooperative sociali napoletane, già assessore alle Politiche sociali, con polemiche per il conflitto d'interesse, vista la sua posizione apicale nelle coop Gesco.

Il peso di D'Angelo, insieme a quello dei centri sociali ormai diventati correnti politiche (Insurgencia, Mezzocannone, 081) è il cosiddetto «voto Alessandro Borghese»: in caso di frammentazione e numerosi candidati può confermare o ribaltare la situazione.

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In questo scenario frastagliato, Ruotolo, il ‘baffone' della tv ora prestato alla politica, ricorda la collaborazione e il patto che nel suo caso specifico hanno portato all'elezione in Senato e spera si replichi quel clima costruito insieme al segretario cittadino del Pd Marco Sarracino, oggi messo da De Luca ai margini della discussione sul sindaco di Napoli.
Dice il senatore progressista:

 Le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Napoli si terranno in autunno. La ricerca spasmodica del candidato sindaco, le forzature di queste ultime ore, possono nuocere al progetto di rinnovamento della città. Decidere insieme è più faticoso ma è l’unica strada possibile per evitare che la destra sovranista prenda Napoli.
Faccio un appello a tutte le forze politiche, ai movimenti, alle associazioni della società civile del campo democratico, ecologista, solidale, che guardano con interesse al tavolo promosso a Napoli dalle forze politiche che hanno sostenuto la maggioranza parlamentare del governo Conte due, di non procedere a fughe in avanti.

Il dado non sarà tratto, ma le scommesse sono iniziate. Ieri sera, come dicevamo all'inizio, un capannello di forze politiche (ergo di liste e dunque di candidati)  ha chiaramente indicato Manfredi al termine di una riunione con Fulvio Bonavitacola, vertice che incredibilmente si è svolto senza il Pd.

Le primarie sono escluse, dopo le figuracce degli ultimi dieci anni. La nota di ieri sera era vergata da Italia Viva; Fare Democratico; Più Europa; La Città; Centro Democratico; Amici dell’Avanti; Repubblicani democratici;  Moderati Liberaldemocratici;  Noi Campani e Campania libera:

Le forze presenti hanno avuto modo di valutare diversi contributi che in queste settimane sono venuti sui problemi di Napoli e possibili soluzioni. Tra questi meritano particolare attenzione le recenti dichiarazioni rilasciate dal prof. Gaetano Manfredi sullo stato della città e le prospettive di una sua rinascita unitamente ad un’incisiva azione di risanamento finanziario.

Invitiamo l’insieme della coalizione delle forze politiche e civiche ad esprimere in tempi rapidi, nell’ambito delle consultazioni , le proprie valutazioni in modo chiaro e coerente con il lungo percorso di confronto che si è sviluppato fin qui.

Il nome di Manfredi viene fatto, mandato via Whatsapp, poi smorzato. E all'ex rettore e ministro che gode del buon rapporto sia con Giuseppe Conte che con lo stesso segretario Dem Enrico Letta,  non è piaciuta la fuga in avanti con relativa "appropriazione" deluchiana.
Ora si fa tutto più complicato. E un vecchio volpone della politica come Clemente Mastella avverte: «Il Pd sta sottovalutando il centrodestra e l'appeal di Catello Maresca».
Comunque vada, come al solito, la ‘sintesi' politica farà morti e feriti.

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