Un segugio maremmano (Foto: ENCI)
in foto: Un segugio maremmano (Foto: ENCI)

Finisce in carcere un 47enne di Sanza, in provincia di Salerno, giudicato colpevole di aver rubato un segugio maremmano e di aver poi chiesto un riscatto al suo legittimo padrone. La vicenda è accaduta nel Vallo Di Diano, e si è conclusa oggi dopo un lungo iter, una condanna definitiva e, stamane, l'accompagnamento in carcere del colpevole. Una storia iniziata nel 2013, quando il responsabile aveva 39 anni.

Era il 15 giugno del 2013 quando un allevatore di cani Sanza, nel profondo Cilento, si presentò ai carabinieri per denunciare il furto di uno dei suoi cani da caccia, un segugio maremmano. L'uomo aveva poi ricevuto una telefonata da un 39enne di Sassano, risultato poi essere già noto alle forze dell'ordine, che gli chiedeva 1.400 euro in cambio della restituzione del cane. L'allevatore, a quel punto, finse di accettare ma avvisando al contempo i militari dell'arma che arrestarono in flagranza di reato il 39enne durante l'incontro, che era stato organizzato presso il cimitero di Buonabitacolo, dove sarebbe dovuto avvenire lo scambio. L'uomo, oggi 47enne, è stato poi condannato per estorsione e ricettazione in via definitiva lo scorso anno, quando la Cassazione ne respinse il ricorso e confermò la pena di 3 anni e sette mesi emessa dalla Corte d'Appello: era il 19 febbraio 2020, pochi giorni prima dello scoppio della pandemia da Coronavirus. Oggi per lui, che in seguito alle perquisizioni domiciliari venne anche denunciato per porto illegale di armi e munizioni, si sono aperte le porte del carcere: i carabinieri di Sanza lo hanno accompagnato nel carcere di Potenza su ordine del Tribunale di Lagonegro, competente per il territorio. Oltre alla pena, l'uomo dovrà anche pagare 1.200 euro di multa e sarà sottoposto all'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.