Rita de Crescenzo condannata: ha diffamato su TikTok l’assistente sociale che si occupava del figlio

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La tiktoker Rita De Crescenzo
La popolare tiktoker condannata a un anno per diffamazione verso una assistente sociale del Comune di Napoli che si era occupata del figlio.

Rita De Crescenzo condannata ad un anno per aver diffamato su TikTok una assistente sociale del Comune di Napoli che si occupava del figlio. La storia risale a quattro anni fa, ma solo adesso è arrivata la sentenza di primo grado per la popolare tiktoker, che in questo periodo si trova in Egitto per lavoro. La decisione del giudice monocratico del Tribunale di Napoli, Luca Purcaro, è arrivata il 24 aprile scorso, dopo l'udienza tenutasi il 17 marzo precedente. La vicenda riguarda una serie di video pubblicati sulla piattaforma social cinese nel 2022, indirizzati contro l'assistente sociale, che avrebbe avuto l'unica "colpa" di aver seguito la pratica relativa al collocamento in una comunità alloggio del figlio della De Crescenzo, all’epoca minorenne, in una località della provincia di Salerno.

I video su TikTok contro l'assistente sociale

Al centro della querelle una decina di video pubblicati su TikTok tra il 2 agosto e il 22 ottobre 2022, che, secondo la denuncia dell'assistente sociale, assistita dall’avvocato Giuseppe Scarpa, l'avrebbero messa alla gogna mediatica. "Gridiamo tutte le mamme – questo il testo di uno dei messaggi – su questa signora di tutto quello che mi ha fatto…Abita a Salerno e, guardat ‘e cumbinazioni ‘da vita addo' se l'ha purtato a figliemo? A Battipaglia!. Ha scelto pure lei la destinazione".

Nei video viene citato anche Francesco Emilio Borrelli, all'epoca consigliere regionale della Campania, accusato dalla tiktoker di essersi schierato a tutela dell'assistente sociale. Mentre in un altro contenuto la De Crescenzo accuserebbe l'assistente sociale di aver "pigliato na psicosi nguoll a mme". "Me vo fa' sclerà, me vo' levà tutte e cose a mano, mi vogliono fare arrestare, andare in carcere". In un altro video ancora, con didascalia "Rita furiosa con l'assistente sociale", viene lanciato un appello dalla tiktoker ai "Salernitani, voi che mi amate andate sotto casa di questa e gridate ‘ingiustizia'".

La storia ricostruita nella sentenza

L'episodio della collocazione del figlio minore della De Crescenzo in una casa famiglia del Salernitano viene contestualizzato nella sentenza. Il 29 luglio 2022, nell'ambito di una operazione antidroga al Pallonetto di Santa Lucia, il ragazzo sarebbe stato allontanato dall'abitazione familiare su disposizione del Tribunale per i minorenni di Napoli e collocato in una comunità in provincia di Salerno. Dal 1 agosto successivo sarebbero iniziati i video su TikTok della De Crescenzo contro l'assistente sociale, per la quale l'8 agosto 2022 il Comune dispose lo smart working a tutela della sua incolumità. Insulti che sarebbero proseguiti anche dopo la prima querela, tanto che l'assistente sociale si recò una seconda volta dalla Polizia locale.

Tra le varie contestazioni sollevate da Rita De Crescenzo, assistita dall'avvocato Alfonso Quarto, quella dell'assenza di un accertamento preciso della titolarità delle pagine TikTok che hanno ripubblicato i video e la concordanza degli indirizzi Ip. La tiktoker potrà comunque fare ricorso nei successivi gradi di giudizio. La sentenza di primo grado del giudice Luca Purcaro l’ha però condannata a un anno di reclusione e al risarcimento del danno arrecato alla parte civile e al pagamento delle spese processuali.

Il Comune di Napoli nella vicenda non si è costituito parte civile. "L'assistente sociale – sottolineano i legali della difesa – ha sostenuto in proprio le spese legali, non avendo mai ricevuto da parte dell'Amministrazione comunale disponibilità in tal senso, nonostante la predetta fosse persona offesa per fatti subiti nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali (in particolare prestando assistenza per l'esecuzione di un provvedimento dall'autorità giudiziaria)".

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