Convalidato questa mattina l'arresto del 17enne che l'altro giorno ha accoltellato al collo la fidanzatina coetanea a piazza Plebiscito. Il giovane resta dunque nel carcere minorile di Nisida, con l'accusa di tentato omicidio. La convalida è arrivata dal Tribunale per i Minorenni di Napoli nella tarda mattina di oggi, e per lui dunque restano in vigore le misure cautelari. La giovane sta bene e se l'è cavata con poco più di una settimana di prognosi dopo le cure ricevute all'ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli.

La vicenda a Piazza Plebescito in pieno giorno

Lui l'aveva attesa in piazza Plebiscito appena lo scorso 12 gennaio, quando la giovane stava tornando a casa, nei vicini Quartieri Spagnoli. L'ha abbracciata, le ha sussurrato "mi dispiace" all'orecchio e poi le ha sferrato un fendente al collo. La lama ha sfiorato la carotide, pochi centimetri e l'avrebbe sgozzata. Il tutto perché lui non voleva accettare la fine della loro relazione, cominciata quando avevano appena 14 anni. Dopo il fendente, il giovane era scappato ma i carabinieri lo hanno arrestato a casa, dopo che si era già liberato dei vestiti usati poco prima e ritrovati nell'appartamento. La giovane, che dopo il colpo aveva trovato una pattuglia di carabinieri a cui rivolgersi, era stata immediatamente soccorsa e portata all'ospedale Vecchio Pellegrini, dove se la caverà con dieci giorni di riposo assoluto per le cure ricevute.

Il generale La Gala: "Denunciate, sempre"

Questo il commento del generale Giuseppe La Gala, comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli:

La violenza contro le donne è un’emergenza attuale e s’impernia sul legame “malato” tra il violento e la vittima, specie quando quest’ultima non trova la forza di reagire ed uscire da un’impasse. Ciò che i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli stanno promuovendo è l’instaurazione di un rapporto di fiducia con le vittime, per facilitare il dialogo e incoraggiare la denuncia. È per questo che stiamo diffondendo una campagna di sensibilizzazione da parte dalle Stazioni e Tenenze Carabinieri, capillarmente distribuite sul territorio, che costituiscono parte integrante del tessuto sociale. In ognuno dei Comandi è stato affisso un poster con il quale si invita alla denuncia, ricordando il valore della vicinanza dell’Arma che è sempre dalla parte del cittadino. Nel caso di specie, si parla di amori adolescenziali, quelli che appaiono come destinati all’eternità, ad essere gli “amori della vita”. Qui è di fondamentale importanza il ruolo dei genitori. L’appello che mi sento di rivolgere, dunque, non arriva solo dalla voce di un Generale dei Carabinieri, ma da quella di un papà. E mi rivolgo alle famiglie, sensibilizzando tutti a raccogliere quei piccoli cenni di malumore, quei segnali di insofferenza dei propri cari. Anche se spesso insignificanti possono essere sintomo di un malessere che va affrontato immediatamente, prima che sia troppo tardi, prima cioè che si trasformi in tragedia. La nostra uniforme, indossata anche da padri e madri, vuole rappresentare una figura rassicurante, presente. Per questo Vi invito a denunciare, a non trattenere il dolore e le ansie. Siamo dalla vostra parte, sempre!