Presidenza Fico in Regione Campania

Regione Campania, stop alla maxi vasca per il cinema voluta a Salerno da De Luca: con l’IA è superata

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Capo cronaca Napoli
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Ninni Cutaia, Roberto Fico, Vincenzo De Luca
L’Ente chiede di verificare domanda, costi e alternative sul mercato della struttura per le riprese cinematografiche. De Luca irritato: stiamo perdendo tempo.

A che serve spendere cinquanta milioni di euro per realizzare una piscina per  le riprese cinematografiche quando tutto il mondo va verso gli effetti speciali con l'intelligenza artificiale? Se lo sono chiesti alla Regione Campania guidata da Roberto Fico, quando è stato messo l'alt al progetto "Water Tank", il teatro di posa per riprese acquatiche previsto a Salerno, uno dei sogni dell'ex governatore, oggi sindaco Vincenzo De Luca: fare della sua città un polo degli effetti cinematografici.

La maxi piscina doveva essere l'infrastruttura che nessun altro ha in Italia e che in Europa esiste solo in due esemplari: una vasca gigante dentro un teatro di posa, attrezzata con sistemi capaci di simulare onde, correnti e diverse condizioni marine, pensata per attirare in Campania le produzioni che devono girare scene in acqua senza andare a Malta o a Bruxelles. Water Tank era inserita nel piano per il Distretto Campano dell'Audiovisivo, il pezzo salernitano di un progetto che sulla carta vale 50 milioni di euro di fondi FSC 2021-2027, stanziati con una delibera di giunta del novembre 2023. L'altro pezzo, quello napoletano, è il recupero dell'ex Collegio Ciano di Bagnoli, oltre 15mila metri quadrati destinati al polo del digitale e dell'animazione creativa, ai laboratori didattici e a un cineteatro.

Adesso, però, la Regione vuole rifare i conti. E lo scrive in un decreto dirigenziale, il numero 125 dell'8 settembre 2026, firmato dal direttore generale dell'Ufficio speciale Opere Pubbliche e Interventi Strategici Fabrizio Manduca ma chiaramente ispirato dall'assessore alla Cultura Ninni Cutaia.

Il motivo di questo stop è scritto nell'atto: il comparto audiovisivo, soprattutto negli ultimi due anni, sta vivendo una trasformazione «non più solo digitale, ma anche algoritmica e generativa», una rivoluzione che «sta ridefinendo ogni fase della filiera, dalla concezione del prodotto alla produzione, fino alla distribuzione e al consumo». E in effetti che farsene d'una vasca d'acqua vera, in un'epoca in cui gli strumenti generativi e gli schermi LED volumetrici stanno rendendo sempre più economico costruire il mare in post-produzione?

L'atto chiede quindi di riverificare tre cose: se la domanda per un impianto di riprese acquatiche esista ancora, se i costi di gestione siano sostenibili, e – questo è il passaggio più netto – se ci sia sul mercato una «migliore soluzione» capace di fornire gli stessi servizi di produzione. Detto altrimenti: l'amministrazione sta valutando se quella vasca serva ancora o se è superata dalle tecnologie generative che crescono furiosamente, di mese in mese.

E lo sta valutando adesso, dopo aver stanziato i fondi, approvato un quadro economico da 41,3 milioni per il solo Water Tank (28,1 milioni di lavori più 13,2 di somme a disposizione dell'ente) e avviato la progettazione. Vincenzo De Luca come ha incassato questa presa di posizione? Indispettito con Fico & co., as usual: «L'assessore alla Cultura ritiene, ma non ho mai ricevuto una nota scritta, che questa struttura sia tecnicamente superata. Io non ho notizie di merito, so solo che stiamo perdendo tempo».

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